Il carcere deve essere un ruolo di rieducazione e non di punizione. È con questo obiettivo che l’ufficio del garante regionale dei diritti dei detenuti si apre al confronto con i rappresentanti del mondo produttivo.
Il garante, avvocato Anthony De Lisi, ha incontrato il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo. Un primo passo per avviare una sinergia e dare vita ad iniziative concrete. Il primo obiettivo è valutare la possibilità di riattivare alcuni laboratori all’interno del carcere Ucciardone di Palermo affinché sia data la possibilità ai detenuti di frequentare dei corsi di formazione.
“Ho avuto il piacere di ospitare oggi l’avvocato De Lisi in Sicindustria per un confronto concreto su un tema che riguarda l’intera comunità. Il mondo delle imprese non può limitarsi a guardare al proprio interno – spiega Rizzolo – ma deve saper leggere e interpretare anche ciò che accade fuori, assumendosi una responsabilità sociale attiva. In questa prospettiva, riteniamo fondamentale creare nuove opportunità di sviluppo, favorendo percorsi lavorativi e sociali per la popolazione detenuta e costruendo un vero ponte tra carcere e società. La priorità resta la formazione: solo investendo nelle competenze possiamo infatti rendere queste persone realmente pronte a rispondere alle esigenze del sistema produttivo”.
“Il più grave degli errori è considerare il carcere come un luogo isolato dal contesto sociale – aggiunge l’avvocato De Lisi -. Alle barriere fisiche che una struttura detentiva prevede non vanno aggiunte quelle psicologiche che ingenerano nel detenuto la convinzione non ci sia futuro oltre il carcere. Se ciò avviene si perde di vista il carattere rieducativo della pena. Costruire attraverso la formazione la possibilità di imparare un mestiere significa offrire al detenuto una prospettiva futura. In questa maniera il detenuto di oggi può essere un uomo migliore domani”.

