ROMA – Il governo ha deciso di prorogare fino al primo maggio il taglio delle accise sui carburanti, misura introdotta lo scorso 18 marzo per contenere l’aumento dei prezzi alla pompa. L’intervento prevede una riduzione fiscale su benzina e diesel, con l’obiettivo di alleggerire il costo per automobilisti e imprese. Tuttavia, secondo le associazioni dei consumatori, l’effetto della misura risulta ormai ridimensionato dai continui rincari.
Codacons: “Sconto già annullato”
Il Codacons sottolinea come “la proroga del taglio alle accise non sia sufficiente a riportare i listini a livelli accettabili”. L’associazione evidenzia che il prezzo del gasolio è tornato ai livelli precedenti alla riduzione fiscale, superando i 2,1 euro al litro in diverse aree del Paese.
Tra le regioni con i prezzi più alti figurano Bolzano (2,134 euro/litro), Calabria (2,116), Friuli Venezia Giulia (2,113), Liguria e Lombardia (2,108). In autostrada il diesel raggiunge i 2,137 euro al litro.
“A questi livelli – afferma il Codacons – l’effetto dello sconto è stato totalmente annullato dai rincari”, chiedendo un potenziamento della misura.
Unc: rincari diffusi sul territorio
Anche l’Unione Nazionale Consumatori segnala un quadro critico: in almeno otto regioni il gasolio supera i 2,1 euro al litro. Oltre a Bolzano e Friuli Venezia Giulia, si registrano aumenti in Calabria, Trento, Liguria, Lombardia, Puglia, Valle d’Aosta e Basilicata, mentre il Piemonte si attesta sulla soglia.
Il diesel più caro, dopo le autostrade, si trova ancora a Bolzano, seguito da Calabria e Friuli Venezia Giulia. Proprio la Calabria registra anche il maggiore rialzo giornaliero, con un pieno che costa oltre due euro in più rispetto al giorno precedente.
Prezzi ancora sotto pressione
Nonostante la proroga decisa dal governo, il quadro resta quindi critico. Le associazioni dei consumatori chiedono interventi più incisivi per contrastare una dinamica dei prezzi che continua a pesare su famiglie e imprese, rendendo insufficiente l’attuale riduzione delle accise.

