PALERMO – Si indaga su un nuovo giro di finti incidenti stradali per truffare le assicurazioni. Tra gli indagati ci sono un medico, il titolare di un’agenzia che si occupa di pratiche automobilistiche, due suoi parenti e un faccendiere. Rischiano di finire in carcere o agli arresti domiciliari. Sono stati convocati per l’interrogatorio preventivo dal giudice per le indagini preliminari.
I reati contestati
La Procura di Palermo contesta le ipotesi di associazione per delinquere, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, mutilazione fraudolenta della propria persona.
Oltre 60 indagati per i finti incidenti
Le indagini Nucleo di polizia economico-finanziaria avrebbero scoperto l’esistenza di un’organizzazione che truffava le compagnie di assicurazione, sfruttando “una sistematica attività di falsificazione tesa all’emissione di certificazione sanitaria artefatta”. Gli indennizzi ottenuti facendo carte false raggiungono la cifra di 110.000 euro nel solo biennio 2023-24. Gli indagati sono più di 60.
Il medico di Villa Sofia
Il medico lavora al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia. Il modus operandi prevedeva la ripetizione di esami radiografici fornendo false generalità. Persone con traumi e lesioni fisiche reali, riportati in contesti differenti (luoghi di lavoro, ambiente domestico o attività sportiva), si presentavano in ospedale con documenti d’identità di altre persone (le vittime dei finti incidenti stradali).
Ottenevano una corsia preferenziale e dopo pochi minuti di attesa venivano eseguite le radiografie. Sono centinaia gli accertamenti oggetto di attenzione investigativa. Sono anni che a Palermo saltano fuori bande che truffano le compagnie di assicurazione.

