CATANIA – “Non ho mai inteso associarmi a espressioni offensive nei confronti delle forze dell’ordine, verso le quali nutro un profondo rispetto e una sincera gratitudine. Sentimenti che non appartengono soltanto alle dichiarazioni di circostanza, ma che hanno accompagnato concretamente il mio percorso umano, civile e politico”.
Lo afferma il capogruppo di Fdi al Comune di Catania, Giovanni Magni, commentando le polemiche politiche sul video, virale sui social, in cui lo si vede nella Curva Nord dello stadio Angelo Massimino con una parte dei tifosi che lanciano slogan e intonano cori offensivi contro la polizia.
Catania, il capogruppo e il video
“In merito alle ricostruzioni circolate nelle ultime ore – precisa Magni in una nota – sento il dovere di intervenire personalmente per chiarire con serenità la mia posizione. Sì, ero allo stadio. E sì, ero in curva, dove spesso mi reco da tifoso del Catania. Non ho mai nascosto la mia passione sportiva né intendo rinunciare a viverla, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumere”.
Secondo il capogruppo di Fdi al Comune di Catania “il video che è stato diffuso rappresenta solo un frammento di una situazione molto concitata, tipica del contesto dello stadio, e non restituisce in modo completo ciò che è accaduto in quei momenti”.
“Stavo parlando con un amico”
“Nei secondi precedenti – ricostruisce Magni – stavo partecipando a cori di incitamento alla squadra. Subito dopo, nel breve passaggio che è stato rilanciato, ero impegnato a parlare con un amico che si trovava accanto a me, senza prestare attenzione a quanto veniva intonato in quell’istante. Per questa ragione – osserva l’esponente di Fdi – trovo ingiusto e forzato attribuirmi intenzioni o comportamenti che non mi appartengono”.
“Ancora più improprio ritengo il tentativo di trasformare immagini parziali in un caso politico costruito su interpretazioni sommarie e su una rappresentazione non aderente alla realtà dei fatti. La mia storia, personale e pubblica, parla per me molto più di pochi secondi isolati. È una storia fatta di scelte precise, di assunzione di responsabilità e di una collocazione chiara, che non consente ambiguità sul rispetto che nutro verso le istituzioni e verso chi le serve ogni giorno con impegno e sacrificio”.
“Mi auguro – conclude Magni – che il confronto pubblico possa tornare a svilupparsi con maggiore equilibrio, lealtà e senso delle proporzioni, evitando letture strumentali e polemiche che non aiutano né la verità dei fatti né la qualità del dibattito”.

