PALERMO – Neppure la morte ferma Cosa Nostra. Niente pausa per i boss, neppure quando il lutto colpisce uno di loro. I summit vengono organizzati nei luoghi e nei momenti più impensabili. Il 28 settembre 2024 muore la madre di Antonino Spadaro, uno degli arrestati del blitz di carabinieri e polizia a Brancaccio.
Il summit fra boss dopo le condoglianze
All’indomani Spadaro si trova nella camera mortuaria dell’ospedale Cervello. Alle 11:20 arrivano Antonino Sacco e il genero Antonino Giuliano. Rivolgono le condoglianze, poi si appartano. Ci sono questioni che non possono essere rinviate.
C’è una lite tra “Gianni” e “Salvo”, di cui nulla sappiamo oltre i nomi se non che la contesa è dovuta a un debito. “Gianni” ha chiesto a Spadaro di poter parlare con Sacco, arrestato con l’accusa di avere ripreso le redini del mandamento: “… ho fatto le cose… non mi pagano”. Sacco è infastidito, non vorrebbe essere scomodato per simili questioni ma ordina: “… gli dici che deve uscire i soldi”.
Spadaro sarebbe stato uno degli uomini del racket. “Nino quanto ti devo dare?”, “Fai tu”; “Facciamo 600”; “Va bene”: così hanno registrato le microspie all’interno del centro commerciale Forum, in via Filippo Pecoraino. Il dialogo è fra il titolare e Spadaro.
L’affare dei parcheggi
In camera mortuaria Sacco parla di un parcheggio – ne gestirebbe tanti tramite i suoi familiari – in via Armando Diaz. Discute di soldi da spartirsi, “un pezzo di 30.000 euro che ci teniamo noi”.
I Sacco hanno la gestione di fatto di quasi tutti i parcheggi presenti a Brancaccio. “Riescono ad acquisire queste imprese facendo entrare in società loro uomini di fiducia che poi estromettono i legittimi proprietari ed è più o meno quello che avrebbero voluto fare anche con il mio parcheggio”, ha raccontato agli investigatori una delle tre vittime del racket.
“Si trovano a Ciaculli, corso dei Mille, ad esempio dove c’è Ganci ci sono due parcheggi grandi, so che a Guarnaschelli hanno due aree con dei lavaggi”, ha aggiunto. E poi c’è quello di via Diaz su cui il capomafia tornato in carcere aveva messo gli occhi.
I parcheggi sono luoghi di lavoro e di summit fra boss. Viale XXVII, corso dei Mille, via Salvatore Cappello, via Enrico Piraino: tra giugno 2024 e ottobre 2025, gli investigatori hanno monitorato dieci riunioni alla presenza di Carmelo Sacco, Antonino Marino, Pietro Tagliavia, Filippo Bruno, Ignazio Cinà, Pietro Mendola, Antonino Giuliano, Antonino Randazzo e Giuseppe Caserta.
È il nuovo business di Sacco e gli affari non si fermano mai, neppure di fronte alla morte.

