Indice
- Contagiato anche il medico di bordo
- Focolaio Hantavirus di ceppo Andes, nave verso Tenerife
- Cosa succederà ai passeggeri europei
- Il trasferimento di due passeggeri verso Amsterdam
- Le condizioni dei pazienti
- Ventinove passeggeri scesero a Sant’Elena il 24 aprile
- Hantavirus di ceppo Andes, l’origine del contagio
Una nave isolata al largo di Capo Verde, passeggeri chiusi nelle cabine e tre morti che hanno fatto scattare l’allarme sanitario internazionale. Il caso della MV Hondius continua a destare preoccupazione mentre l’imbarcazione si avvicina alle Canarie dopo il sospetto focolaio di Hantavirus esploso a bordo.
Circa 150 persone si trovano ancora in isolamento sulla nave da crociera MV Hondius. L’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato che il focolaio di Hantavirus rilevato sull’imbarcazione sarebbe riconducibile al ceppo Andes, variante considerata particolarmente delicata perché ritenuta l’unica forma del virus in grado di trasmettersi anche tra esseri umani.
Contagiato anche il medico di bordo
Secondo i dati aggiornati diffusi dall’Oms, al 6 maggio 2026 risultano otto casi complessivi collegati all’episodio, di cui tre confermati e cinque sospetti, con tre decessi registrati. Una persona è ricoverata in terapia intensiva in Sudafrica, mentre il medico di bordo e due passeggeri, un cittadino britannico di 56 anni e un tedesco di 65 anni, sono stati trasferiti nei Paesi Bassi dopo essere stati evacuati dalla nave per ricevere cure specialistiche.
Il medico era stato inizialmente indicato in condizioni gravi, ma successivamente sarebbe migliorato. Un ulteriore passeggero che aveva lasciato la crociera alla fine di aprile è poi risultato positivo al test in Svizzera.
Focolaio Hantavirus di ceppo Andes, nave verso Tenerife
L’imbarcazione è attesa a Tenerife, dove dovrebbe attraccare sabato 9 maggio. Secondo il Ministero dell’Interno spagnolo, le operazioni di evacuazione dei passeggeri inizieranno l’11 maggio. Fino all’arrivo degli aerei predisposti per i rimpatri, tutti resteranno a bordo. Oceanwide Expeditions, operatore olandese gestore della crociera, ha precisato che “tutti i passeggeri che mostravano sintomi da Hantavirus sono stati fatti sbarcare dalla Mv Hondius”.
L’arrivo della nave alle Isole Canarie continua però a generare polemiche. Il presidente dell’arcipelago Fernando Clavijo aveva contestato una presunta “totale mancanza di informazioni” da parte del governo centrale. La ministra della Salute Monica Garcia ha respinto le accuse dichiarando di essere stata in “costante contatto” con il governatore e che quest’ultimo avrebbe preso parte alle riunioni operative.
Garcia ha inoltre confermato che la nave raggiungerà il porto di Granadilla, a Tenerife. Una volta attraccata, verrà attivato “un sistema congiunto di valutazione sanitaria ed evacuazione per rimpatriare tutti i passeggeri, a meno che le loro condizioni mediche non lo impediscano”.
Cosa succederà ai passeggeri europei
Le autorità spagnole hanno spiegato che i cittadini dell’Unione Europea saranno rimpatriati direttamente dai rispettivi Paesi. Per i passeggeri provenienti da Stati extra-Ue sono invece ancora in corso valutazioni logistiche. I 14 cittadini spagnoli presenti sulla nave, compreso un membro dell’equipaggio, saranno trasferiti all’Ospedale militare Gomez Ulla. Anche la Commissione europea segue con attenzione l’evoluzione della situazione.
Una portavoce ha dichiarato che “in base alle informazioni di cui disponiamo al momento, il rischio per la popolazione europea è basso. La salute dei cittadini europei è la nostra priorità assoluta”. La Commissione ha confermato incontri con gli Stati membri, l’Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. L’obiettivo è monitorare costantemente il focolaio.
Il trasferimento di due passeggeri verso Amsterdam
Nelle ultime ore si è concluso anche il trasferimento sanitario di due passeggeri verso Amsterdam tramite aereo ambulanza. Durante il viaggio si è verificato uno scalo tecnico a Las Palmas a causa di un problema alla bolla protettiva utilizzata per uno dei pazienti. Successivamente i due sono stati trasferiti su un secondo volo diretto nei Paesi Bassi.
Nel frattempo, due cittadini britannici che avevano lasciato la nave a Sant’Elena alla fine di aprile sono stati posti in isolamento domiciliare. Pur non presentando sintomi, sarebbero stati esposti al virus. La UK Health Security Agency ha ribadito che il rischio per la popolazione resta “molto basso” e che “non vi è alcun motivo di preoccupazione per il pubblico in generale”.
Le condizioni dei pazienti
Il professor Robin May ha riferito alla BBC che Martin Anstee, ex agente di polizia britannico ricoverato nei Paesi Bassi dopo aver sviluppato sintomi sospetti, “sta bene” e continuerà a essere monitorato. La moglie Nicola ha raccontato al “Daily Telegraph” che sono stati “giorni molto drammatici”.
“È sollevato di essere fuori dalla nave – ha svelato – All’inizio i sintomi erano lievi, poi si sono aggravati e ora è di nuovo stabile. La paura con questo virus è che la situazione possa deteriorarsi molto rapidamente. Non credo però che sia in pericolo imminente, ma è stato orribile”. Secondo Oceanwide Expeditions, dopo l’evacuazione di tre passeggeri nei Paesi Bassi, di cui “una asintomatica e due sintomatiche”, non risultano più persone con sintomi a bordo.
Ventinove passeggeri scesero a Sant’Elena il 24 aprile
La compagnia ha inoltre confermato che 29 passeggeri erano sbarcati il 24 aprile sull’isola di Sant’Elena insieme alla salma del primo passeggero deceduto l’11 aprile. “Il primo caso confermato di Hantavirus è stato segnalato solo il 4 maggio”, ha spiegato l’operatore olandese. La società sta ora ricostruendo tutti gli spostamenti di passeggeri ed equipaggio durante le tappe della crociera iniziate il 20 marzo.
Hantavirus di ceppo Andes, l’origine del contagio
Le autorità sanitarie internazionali stanno cercando di individuare l’origine del contagio legato al sospetto focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave MV Hondius, partita il 1° aprile 2026 da Ushuaia. L’imbarcazione, dotata di 82 cabine, era impegnata in una crociera oceanica con tappe su diverse isole dell’Atlantico.
Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che i primi contagi siano avvenuti prima dell’imbarco e che successivamente si sia verificata una trasmissione interumana tra persone rimaste a stretto contatto. La coppia olandese che per prima avrebbe manifestato sintomi compatibili con l’Hantavirus aveva trascorso diversi mesi tra Cile, Uruguay e Argentina prima della partenza della crociera.
Secondo la ricostruzione, i due erano arrivati in Argentina il 27 novembre, avevano successivamente viaggiato tra Cile e Uruguay e infine erano rientrati in territorio argentino il 27 marzo, pochi giorni prima di salire a bordo della nave.
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