PALERMO – Aldo Penna saluta il Movimento cinque stelle e abbraccia Controcorrente, la sigla fondata da Ismaele La Vardera. L’ex deputato nazionale dei pentastellati si è disiscritto dal M5s. Una scelta adottata “con convinzione – afferma – e senza rimpianti”.
Penna: “Ecco perché ho lasciato il movimento 5 stelle”
“Un ritorno a quei valori che avevano reso il Movimento 5 stelle delle origini qualcosa di straordinario”, afferma Penna che era stato eletto alla Camera nel 2018 vincendo il seggio nel collegio uninominale Palermo-Resuttana. Penna, che ha un passato da socialista con un passaggio anche nel Partito radicale (nel 1999 si candidò alle Europee con la Lista Bonino), torna con la mente alla sua adesione al Movimento cinque stelle e a “quella stagione che cominciò nel 2009 con una promessa autentica: rigore morale, sobrietà, trasparenza, partecipazione vera”.
“Un legame autentico con la gente, non con le correnti, non con le candidature, non con i posizionamenti”, aggiunge l’ex deputato che ora approda a Controcorrente. Chiara la critica agli attuali vertici del M5s siciliano. “Ho osservato con crescente preoccupazione cosa sta accadendo al Movimento 5 stelle a livello provinciale a Palermo e regionale in Sicilia – sottolinea -. Una dirigenza che ha progressivamente sostituito la competenza con l’obbedienza, il merito con la fedeltà, la visione con la sopravvivenza. Un modello di gestione del consenso interno che premia chi si allinea e mortifica chi ragiona, chi produce, chi porta competenza reale”.
Penna: “Il M5s è caduto nei vizi antichi della politica”
Secondo Penna “non stupisce, allora, che iscritti provenienti dalle professioni (avvocati, medici, ingegneri, professionisti di ogni settore) stiano abbandonando in numero crescente”. tutto questo avverrebbe “non per stanchezza, ma per insofferenza”. Perché “chi ha costruito una credibilità fuori dalla politica non accetta di vederla ignorata dentro un movimento che avrebbe dovuto essere diverso – conclude -. È esattamente quel vizio antico (il clientelismo del consenso interno, la gerarchia fondata sulla deferenza) che i Cinquestelle erano nati per combattere. E che oggi, in Sicilia, hanno replicato con impressionante fedeltà”.

