Cuffaro patteggia: tre anni ai servizi sociali e 15mila euro di danni

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Chiude la vicenda giudiziaria e lascia i domiciliari

PALERMO – Tre anni ai lavori di pubblica utilità e 15.000 euro di danni all’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello e all’Asp di Siracusa, senza interdizione dai pubblici uffici. Totò Cuffaro chiude così la sua vicenda giudiziaria.

Il giudice per l’udienza preliminare Ermelinda Marfia ha dato il via libera al patteggiamento che gli avvocati di Cuffaro, Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, avevano concordato con la Procura della Repubblica di Palermo. Invece di andare in carcere lavorerà nella casa di accoglienza “Casa del sorriso” a Monreale. In aula erano presenti i pubblici ministeri Claudio Camilleri e Andrea Zoppi.

Nei confronti di Cuffaro è stata esclusa la recidiva e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti. Dovrà pagare le spese del procedimento.

Cuffaro lascia i domiciliari

Cuffaro lascia subito gli arresti domiciliari dove si trova dal 5 dicembre scorso. In questa seconda vicenda giudiziaria, dopo il favoreggiamento aggravato alla mafia che aveva interamente scontato in carcere, Cuffaro era accusato di corruzione e traffico di influenze. Consegnò in anticipo ad una candidata le prove di esame del concorso per la stabilizzazione degli operatori socio sanitari a Villa Sofia.

Il concorso pilotato

Le prove gli sarebbero state consegnate dal presidente della commissione esaminatrice, Antonio. Iacono. Il primario del trauma center gliele avrebbe fatte avere tramite il fidato collaboratore del politico, Vito Raso, e con l’intercessione del manager dell’ospedale, Roberto Coletti.

Il traffico di influenze

Nel caso di Siracusa Cuffaro avrebbe cercato di mettere a disposizione di alcuni ex rappresentanti della Dussmann Service la sua rete di conoscenze. Obiettivo: aggiudicarsi l’appalto milionario per il servizio di portierato e ausiliariato.

Ad aprile la Cassazione ha annullato l’ordinanza del tribunale del Riesame di Palermo che aveva confermato gli arresti domiciliari per Cuffaro. I supremi giudici hanno disposto il rinvio degli atti al Riesame.

I legali hanno “prospettato vizi di illegittimità riguardanti la utilizzabilità delle captazioni e della motivazione delle ipotesi di traffico di influenze e corruzione per le quali era stata applicata la misura”. Ora il patteggiamento.

Le disposizioni

Il giudice ha dettato una serie di disposizioni a cui Cuffaro deve attenersi: divieto di detenere armi e di frequentare pregiudicati e persone sottoposte a misure di sicurezza, e obbligo di restare in Sicilia (gli viene, dunque, ritirato il passaporto e qualsiasi altro documento valido per l’espatrio).

“Una scelta sofferta per la serenità”

Gli avvocati Di Benedetto e Montalbano fanno sapere che Cuffaro “non renderà alcuna ulteriore dichiarazione” e spiegano che “la decisione di optare per la definizione del procedimento con le forme del patteggiamento pur a fronte di una sentenza della cassazione che aveva annullato il titolo custodiale, è stata conseguenza di una precisa e sofferta scelta, condivisa con il proprio assistito, di definire celermente la vicenda giudiziaria consentendo al dott. Cuffaro di riacquistare serenità nell’ambito esclusivamente degli affetti personali e familiari”.

Gli altri imputati

Il Gup Ermelinda Marfia ha rinviato a giudizio per corruzione l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono (presidente della commissione di esami), e Vito Raso.

Sotto processo per traffico di influenze finiscono anche Mauro Marchese e Marco Dammone, ex rappresentante legale ed ex funzionario commerciale della Dussmann Service (il suo rapporto di lavoro era terminato mesi prima). Ed ancora per traffico di influenze l’imprenditore di Belmonte Mezzagno, Sergio Mazzola. Il processo inizierà il 7 settembre.

Il faccendiere Ferdinando Aiello è l’unico che ha chiesto il rito abbreviato e la sua posizione sarà discussa a luglio.

Non luogo a procedere per Dussmann

Non doversi procedere per Dussmann Service che dunque esce dal processo perché il fatto non sussiste. La società era difesa dagli avvocati Bartolomeo Romano e Giovanni Briola.

“Apprendiamo con grande soddisfazione la decisione del Gup di Palermo che ha disposto il non luogo a procedere nei confronti di Dussmann Service, stabilendo così la totale estraneità dell’azienda rispetto all’inchiesta sull’Asp di Siracusa. Nel corso dell’intera vicenda Dussmann ha mostrato, sin dall’inizio, piena disponibilità nei confronti degli organi inquirenti, fornendo ampi chiarimenti e dimostrando la serietà del modello 231 adottato, e ha sempre ribadito di non aver ottenuto alcun vantaggio diretto o indiretto dalla procedura oggetto di indagine, circostanza che oggi trova ulteriore e definitiva conferma nella decisione dall’Autorità giudiziaria”.

Si è costituita parte civile Villa Sofia, assistita dall’avvocato Giuseppe Gerbino, nei confronti di Colletti e Iacono, mentre sono stati esclusi Adusbef e Associazione per la giustizia perché non hanno subito danni diretti a causa del reato contestato. Si chiude per Cuffaro il terzo processo in cui è stato imputato.


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