La nuova Dc e l'ombra di Cuffaro

L’ombra di Cuffaro, la sfida Dc

Totò Cuffaro
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Per il partito la sfida è difficilissima

L’ombra politica di Totò Cuffaro non si può liquidare con note stampa che attestino la ripartenza degli ex compagni di viaggio, secondo il desiderio dei medesimi.

Per carità, è legittimo crederci e scrivere: “La Democrazia Cristiana continua il proprio cammino con solidità e spirito di servizio, al di là delle vicende personali che riguardano singoli protagonisti della sua storia. Il nostro progetto politico vive grazie all’impegno quotidiano di amministratori, dirigenti, militanti e giovani che credono nei valori del moderatismo e del radicamento nei territori”. Una nota, appunto. Ma le cose appaiono più complicate.

L’ombra politica di Cuffaro

L’ombra politica resta, perché Totò Cuffaro è stato l’indiscusso protagonista di questa Nuova Democrazia Cristiana in salsa sicula.

Cuffaro ha plasmato il progetto, gli ha fornito una direzione. La richiesta di patteggiamento dell’ex leader – a prescindere dalle accuse e dagli esiti giudiziari – segnala il suo definitivo tramonto pubblico. Perfino una sovrabbondante fantasia stenterebbe a concepire una ‘nuova resurrezione’. La storia – come è noto – ha raccontato strade diverse rispetto agli impegni, alle promesse, agli annunci di una palingenesi.

La sfida della Dc

Assodato il punto, resta la domanda: la Dc, già cuffariana, ha un futuro? Si trova sicuramente davanti a una sfida complicatissima.

Se vorrà avere le carte politicamente in regola per proiettarsi oltre quell’ombra, saranno necessari, al massimo grado, l’intelligenza, dei valori, la ricchezza di contenuti, l’assunzione della più limpida questione morale, intesa come etica degli atteggiamenti e delle scelte.

Qualcuno dirà: simili qualità già esistono nelle persone che portano avanti lo Scudo Crociato alle nostre latitudini. Non lo mettiamo in dubbio, ma rimane la questione spinosa di una identità, nella sostanza e nella percezione. Non basterà tirare a campare, in un angusto perimetro tattico, senza il colpo d’ala di una assoluta coerenza.

Sopravvivere, oppure…

Altrimenti, in caso di mera riproposizione strategica, tolto Cuffaro, la Dc siciliana, forse, sopravviverà ancora un poco, legandosi alle necessità contingenti di un’avventura politica. Infine, si dissolverà. Più che le alleanze conta il profilo.

L’auspicio alla trasparenza vale per tutta la politica siciliana, ovviamente. Non esiste soltanto il Cuffarismo, declinato in senso deteriore. Il panorama che raccontiamo ogni giorno conosce altri ‘ismi’ che reclamano una svolta.

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