PALERMO – Le sorelle di Matteo Messina Denaro e un’avvocata. Passano anche da loro le indagini sulla vita e gli affari di Matteo Messina Denaro. Per le prime, Bice e Giovanna, indagate per procurata inosservanza di pena, la Procura di Palermo, chiedeva l’arresto per mafia. Il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta, ma i pm hanno fatto appello al Tribunale del Riesame, che deve ancora decidere.
Su ordine della Dda di Palermo, gudata dal procuratore Maurizio de Lucia, carabinieri del Crimor e poliziotti hanno perquisito la casa di un’avvocata di Campobello di Mazara, ora deceduta, che in passato ha assistito il padrino e alcuni suoi favoreggiatori.
Perquisito anche lo studio adesso gestito dal figlio (che non è indagato) in provincia di Trapani, alla presenza del ministero Gianluca De Leo della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Si ipotizza l’esistenza di un rapporto privilegiato fra il boss, quando era latitante, e la donna.
Sono quattro le sorelle di Messina Denaro. Rosalia e Patrizia sono donne di mafia. La prima è stata arrestata dopo la cattura del fratello e condannata a 14 anni. Dunque in carcere, se le Cassazione confermerà la pena, ci resterà ancora a lungo a differenza di Patrizia che a luglio 2025 ha finito di scontare una condanna a 14 anni e mezzo. È tornata a Castelvetrano e deve scontare altri due anni di libertà vigilata.
Bice e Giovanna sono le mogli di Gaspare Como e Rosario Allegra (deceduto nel 2019), entrambi condannati per mafia. Nel 2021 un altro lutto: il figlio di Bice, Gaspare Allegra, aveva 37 anni quando è morto durante una gita sul monte Grisone, sul lago di Como. Aveva lasciato Castelvetrano per trasferirsi ad Abbiategrasso e lavorare come avvocato. Lo zio Messina Denaro conservava una foto del nipote nel portafogli.

I Messina Denaro sono un clan e il capomafia è sempre stato legatissimo alle sorelle. Il 15 febbraio 2023, durante un colloqui in carcere, a L’Aquila con Rosalia (pochi giorni dopo l’avrebbero arrestata), Bice e Giovanna, spiegava il significato dei suoi tatuaggi: “… angusta l’ho fatto a giugno 2012, alla gloria attraverso la sofferenza lo feci per mia figlia quando se ne andò (Franca Alagna e Lorenza, che ha deciso di prendere il cognome del padre, erano andate via da casa Messina Denaro in via Alberto Mario, a Castelvetrano, il 15 maggio 2012)… questa (si riferisce ai numeri romani ndr) è una data per me importante (potrebbe essere la sua affiliazione mafiosa ndr) l’ho fatto sette, otto anni fa”.
A casa di Bice c’era un libro. I carabinieri lo hanno trovato nel corso di una perquisizione poco dopo l’arresto del latitante. “Il giovane Holden” di Salinger è il volume trovato nell’abitazione di Castelvetrano. Riporta una dedica scritta con una penna di colore verde: “A Matteo MD, l’uomo di immensa virtù dotato di un grande senso umanitario…”.
La frase prosegue con parole, sigle, riferimenti incomprensibili a chi non è di famiglia e non conosce i segreti. Anche su questo lavorano i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Perché la convinzione è che anche Bice e Giovanna siano state molto più di sorelle e confidenti. Avrebbero avuto un ruolo mafioso, contribuendo alla latitanza del fratello e al consolidamento del suo potere e del suo impero patrimoniale. Durante le perquisizioni a casa di Rosalia i carabinieri del Ros trovarono 130 mila euro in contanti in un armadio. Briciole per le piccole spese quotidiane, secondo chi indaga.

Un legame, il loro, che mai sarebbe venuto meno. Il 29 dicembre del 2022, meno di un mese prima della cattura, Messina Denaro passava e ripassava in auto tranquillamente a Castelvetrano sotto casa dell’ex compagna Franca Alagna e delle sorelle Bice e Giovanna, sperando di vederle almeno da lontano. Secondo la Procura, anche loro meritano di allungare la lista dei familiari di Messina Denaro finiti in carcere: sorelle, nipoti e cognati.
Per il gip di Palermo ci sono i gravi indizi su Bice e Giovanna Messina Denaro, ma la richiesta è stata rigettata. Con la morte del fratello sarebbero venute meno le esigenze cautelari con la morte del boss.

