Ci sono tre C che riemergono prepotentemente dalle Amministrative siciliane. In tempi di politica errabonda, hanno una caratteristica: C come ‘certezza’. E scusate se è poco.
C come Crisafulli
L’esperto navigatore di ogni mare in tempesta – al secolo, Vladimiro-Mirello Crisafulli – si è tolto ancora una volta lo sfizio di trionfare, nella sua Enna, diventando sindaco.
Siccome la vendetta è un piatto che si mangia caldo, anzi bollente, non poteva mancare la battuta crisafullesca nei confronti del Pd che non ha concesso il simbolo: “Ha fatto bene, così abbiamo preso tutti questi voti. Perfetto, è andata benissimo”. Così imparano.
C come Cateno
Cateno De Luca, con il sindaco Federico Basile, riconfermato, ha stravinto la scommessa di Messina, mentre Sud chiama Nord si mette in mostra. Battuti sia il centrodestra che il centrosinistra.
Speedy Cateno l’aveva detto, parlando di scenari regionali, in una intervista al nostro giornale: “Sono il centrodestra e il centrosinistra che hanno bisogno di me, di noi di Sud Chiama Nord, se vogliono vincere”. Lo squillo di tromba in riva allo Stretto, sia pure in un contesto specifico, è il riflesso di una conferma.
C come Cuffaro
Cambiano i tempi, i modi e le vicende. Si susseguono i presidenti americani e i romani pontefici. L’Italia non va ai Mondiali e continua, imperterrita, a non andare a Mondiali…
Ma l’ultima certezza, la terza C, ha il piglio granitico di un intoccabile precetto. A Raffadali vince sempre un(a) Cuffaro. What else?
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