Ragusa, truffa del finto finanziere: arrestato un 33enne di Belpasso

Truffa del finto finanziere a Ragusa, arrestato 33enne di Belpasso

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Decisiva una segnalazione al 117
GUARDIA DI FINANZA
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1 min di lettura

RAGUSA – Truffa del finto finanziere a Ragusa, arrestato un 33enne di Belpasso. Le fiamme gialle del comando provinciale hanno arrestato in flagranza un uomo che, fingendosi appartenente alla guardia di finanza, stava truffando un’anziana per sottrarle gioielli e denaro contante.

La ricostruzione degli investigatori

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno dei truffatori ha contattato telefonicamente la vittima prospettandole una presunta attività investigativa collegata a una rapina consumata ai danni di un compro oro ragusano. Nel corso della conversazione, l’uomo, qualificatosi come finanziere, ha riferito che i preziosi detenuti dalla donna dovevano essere sottoposti a un controllo e confrontati con la refurtiva proveniente dal colpo e che per questo avrebbe inviato “un collega” a ritirarli.

La vicenda è apparsa credibile alla signora anche perché il sedicente appartenente alle forze dell’ordine ha fatto riferimento a dettagli relativi alla presunta rapina, che sarebbe stata commessa utilizzando un’auto noleggiata mediante l’impiego di una carta d’identità clonata e riconducibile alla vittima.

Decisiva la telefonata della vittima al 117

Fondamentale è stata la telefonata effettuata al “117” che ha permesso in pochi minuti ai militari di bloccare l’uomo nel momento della consegna dei gioielli da parte della vittima. L’uomo, di 33 anni, residente a Belpasso, è stato arrestato in flagranza di reato per truffa e posto agli arresti domiciliari. Per un presunto complice di Catania è scattata la denuncia.

I consigli delle fiamme gialle

L’episodio conferma come i tentativi di truffa ai danni dei cittadini e, in particolare, di persone
anziane o particolarmente vulnerabili,
possano essere prevenuti grazie alla tempestiva segnalazione di situazioni anomale ai numeri di emergenza e pubblica utilità, contattando gli uffici delle forze di polizia competenti per effettuare le necessarie verifiche. Si ricorda, al riguardo, che nessun appartenente alle forze dell’ordine richiede la consegna di denaro, oggetti preziosi o altri beni per effettuare verifiche investigative.


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