Scarcerato uno degli arrestati a Palermo per pizzo ed intimidazioni

Pizzo e intimidazioni, scarcerato uno dei giovani dello Zen

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Concessi gli arresti domiciliari
LE INDAGINI
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PALERMO – Lascia il carcere e va ai domiciliari uno degli otto arrestati dell’inchiesta sulla raffica di incendi e intimidazioni a Palermo. Si tratta del ventenne Samuel D’Acquisto. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso degli avvocati Maurilio Panci e Giulia Cusimano.

D’Acquisto era stato fermato con l’accusa di avere partecipato al furto di una Fiat Panda il 12 marzo scorso nel parcheggio del centro commerciale Conca d’Oro, allo Zen. Sedici giorni dopo l’auto sarebbe stata utilizzata per un attentato incendiario ai danni di un impianto di autolavaggio in via Lanza di Scalea. Il giudice per le indagini preliminari non aveva convalidato il fermo, applicando comunque la misura della custodia cautelare in carcere.

Il Tribunale ora ha deciso la misura meno afflittiva dei domiciliari con il braccialetto elettronico.
Le motivazioni del provvedimento saranno depositate entro 45 giorni.

Dopo il furto, che viene contestato anche a Salvatore Modica, qualcuno ancora da identificare parcheggiò la Panda nel tunnel dell’autolavaggio e appiccò le fiamme al distributore a cui si affida la Sicily by Car, bersaglio degli attentati più gravi degli ultimi mesi.

Un dettaglio su cui continuano a concentrarsi gli investigatori. Gli autori materiali dell’attentato non hanno ancora un volto. Le telecamere del parcheggio Conca d’oro filmarono il furto dell’auto e i poliziotti del commissariato San Lorenzo risaliromo all’identità di D’Acquisto e Modica.

Le intimidazioni non si fermano

Dopo gli arresti dell’11 giugno scorso, le intimidazioni non si sono fermate. Tre i casi accertati, tutti allo Zen, con la firma della banda: una bottiglia di benzina e la richiesta estorsiva scritta su un foglietto di carta. Non si può escludere che ce ne siano stati altri non denunciati. Neppure le indagini di carabinieri e poliziotti si sono fermate.

Da mesi è in azione una banda di emergenti nel mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Manovalanza mafiosa che vive nei padiglioni dello Zen 2 e mi muove in un contesto più che la Procura della Repubblica sta ricostruendo.


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