PALERMO – Sara Funaro, sindaca di Firenze, con un gradimento del 66%, +5,4% rispetto al giorno delle elezioni, è il primo cittadino più apprezzato d’Italia, per la prima volta una donna. È quanto emerge dalla Governance poll 2026 realizzata da Noto sondaggi per il Sole 24 Ore.
Secondo posto per Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, che con il 65% conferma livelli di consenso elevati pur cedendo la leadership conquistata nella precedente edizione. Medaglia di bronzo per Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, con il 64%, aumenta dell’1,1% quanto ottenuto nelle urne.
I sindaci siciliani
Il primo dei sindaci siciliani è Federico Basile, il sindaco di Messina, che raggiunge la quinta posizione con il 62%, più 3,6% rispetto a quanto conquistato nella sua rielezione a maggio.
Al ventiduesimo posto Giuseppe Cassì, sindaco di Ragusa con un consenso del 56%, in calo di ben 6,9% rispetto al giorno dell’elezione quando aveva il 62,9% di gradimento. Al sessantatreesimo posto Walter Calogero Tesauro, sindaco di Caltanissetta con un consenso pari al 51,5%, in calo dello 0,9% rispetto all momento dell’elezione. Un po’ più giù, al sessantottesimo posto c’è Francesco Sicilia, sindaco di Siracusa che vede il proprio consenso passare dal 55,4% al 50,4%.
Settantatreesimo posto per il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che tocca quota 50% di gradimento, con una crescita del 2,4% rispetto all’elezione.
In fondo alla classifica Catania e Trapani
Posizione numero 89 per Enrico Trantino, sindaco di Catania che vede una netta decrescita del proprio consenso che passa dal 66,1% al 46%.
L’ultimo posto della classifica è occupato da Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, che perde 4,5% punti passando dal 42,5% al 38%.
Qui la classifica dei presidenti di Regione.
“Due primi cittadini su tre perdono consenso”
“L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso – dice Antonio Noto, direttore dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi che ha condotto l’indagine per Il Sole 24 Ore – non è una semplice oscillazione statistica, ma il sintomo di un cambiamento profondo. L’elezione diretta aveva conferito al sindaco autorevolezza politica, capacità decisionale e un rapporto privilegiato con i cittadini. Oggi entrano sempre di più nella valutazione temi come disagio sociale, costo della vita, crisi economica e marginalità urbana. A questo si aggiunge una seconda trasformazione. Il cittadino giudica sempre meno ciò che vede realizzato e sempre di più ciò che percepisce”.
“La percezione del degrado, dell’incertezza economica o della perdita di qualità della vita pesa ormai quanto, se non più, delle opere pubbliche inaugurate, dei bilanci in ordine o degli investimenti realizzati. In questo scenario amministrare è diventato molto più complesso. Non basta governare bene, occorre anche riuscire a trasmettere fiducia. Il consenso non dipende soltanto dalla capacità di realizzare interventi, ma dalla possibilità di rassicurare una comunità che vive una fase di forte instabilità”, conclude il sondaggista.
I dati utilizzati per la classifica
Il Governance Poll 2026 ha preso in considerazione 92 comuni capoluogo di provincia e le Regioni in cui vige la regola dell’elezione diretta. Non sono stati testati i Comuni di Caserta, attualmente sciolto e quelli in cui si è votato nel 2026 in cui non è stato rieletto il sindaco uscente. Le interviste sono state effettuate tra aprile e giugno 2026 utilizzando sistemi misti: Cati e Cawi. La numerosità campionaria in ogni Regione è stata di 1.000 soggetti e di 600 elettori in ogni Comune, disaggregati per genere, età ed area di residenza.

