Palermo, il boss Galatolo: l'odio per i pentiti e il no al commerciante

L’odio per i pentiti e il “no” al negoziante con il cognato carabiniere

boss Galatolo
Raffaele Galatolo e Stefano Fidanzati
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Le regole dell'anziano boss ergastolano

PALERMO – Per qualcuno i tempi sono cambiati, per altri no e restano arroccati nei vecchi (dis)valori. Come l’anziano Raffaele Galatolo, il boss ergastolano che si era ripreso in mano il potere all’Acquasanta durante i permessi premio e lo scorso giugno è stato arrestato di nuovo nel blitz dei finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria.

Voleva che i parenti dei collaboratori di giustizia girassero alla larga, anche se si trattava di suo nipote. A un commerciante vicino ai clan, invece, negò l’autorizzazione ad aprire un negozio perché aveva un cognato carabiniere.

“Non fare il miserabile… io non ti volevo salutare. Mi sei venuto a salutare tu…”, disse al nipote Angelo Galatolo un giorno di ottobre 2022.

Raffaele Galatolo rimproverava il nipote per avere frequentato degli spioni e gli ricordava che il fratello Vito si era pentito (stessa cosa ha fatto anche un’altra nipote, Giovanna).

“Io non me ne sono fregati piccioli”, diceva il nipote. “I piccioli miei che prendevate qua dei carcerati e ve li siete fottuti”, insisteva lo zio..

Il giovane Galatolo spiegava ad un altro parente: “… è inutile che lui butta voci… io ne butto di più di lui perché non è vero quello che mi dice lui che mi sono rubato i soldi di suo fratello di Enzo”.

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Assieme a Filippo Matassa commentavano che ai nemici bisognava “fare buttare il sangue”. Angelo Galatolo ricordava che lo zio gli aveva negato il sostegno economico quando era stato in carcere. “Matassa è l’unico che mi sono trovato”, diceva. Allo zio aveva risposto per le rime: “Raffaele ora fammi sta cortesia, non mi cercare più, levati, levati”.

Il vecchio boss richiamò un commerciante che voleva aprire un negozio di sacchetti e articoli da imballaggio in via Montalbo: “Vedi di finirla che nomini a tuo cognato – gli disse il boss – che è sbirro, è carabiniere perché gli ho detto un sacchetto non te lo faccio vendere più e ti faccio chiudere il negozio e te ne puoi andare pure dai carabinieri e ci vai a dire ‘Raffaele Galatolo mi vuole…'”. Le regole d’onore per il boss ergastolano non erano cambiate. La Procura di Palermo ha ricostruito il suo ritorno al potere.


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