CATANIA – Parafrasando una delle sue espressioni preferite: “Eccolo”. Fausto Raciti, classe 1984, è il nuovo segretario regionale del Pd. Nato a Ragusa, ma legato visceralmente ad Acireale, città in cui è cresciuto. Chi lo conosce bene lo definisce un “amante della lettura e di Gramsci”. Proprio al quotidiano fondato dal pensatore sardo si lega la frase che Fausto ama citare: “Eccoci”. Così titolava l’Unità nel 1976 quando il Pci di Berlinguer otteneva il 34% dei consensi. Oggi la storia è diversa in termini di prospettiva e di percentuali. Raciti è stato incoronato con il 61% dei voti e con un appoggio trasversale che va dalla sua area (Cuperlo) ai renziani di Faraone con il benestare di tanti big. Voci di corridoio lo vogliono poco emotivo e non incline ai litigi. “Molto romano”, dicono. Un politico da Prima Repubblica (nel senso nobile del termine) a dispetto della giovane età. Uno che non ha mai amato la “rottamazione” a differenza del buon cibo e dei viaggi. Raciti ha mosso i primi passi nella Sinistra giovanile diventandone segretario nazionale. Stesso traguardo che ottiene dentro il Pd qualche anno dopo. L’enfant prodige, cha da un anno siede a Montecitorio, piace un po’ a tutti. Sarà per via della faccia pulita e dell’eloquio forbito, per gli occhialoni da intellettuale, per il carattere mite o, più verosimilmente, perché dà sufficienti garanzie di “sintesi” tra le avarie anime del frastagliato Pd isolano. Raciti, che non ha mai amato troppo l’establishment piddino siciliano, è chiamato ora a indicare la rotta da seguire. Non male per un ragazzo che non ha la patente. Chi lo dipinge come un uomo d’apparato, e non sono in pochi, forse non sa che Raciti ha votato, contrariamente alle direttive del suo partito, per ben sei volte. In merito a quello sul titolo V ebbe a dire, anzi a scrivere su fb: “Contro la democrazia e contro la mia storia personale non posso votare. L’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione è un’altra cosa. Una cosa seria”. Il voto da dissidente fa ben sperare quanti vorrebbero un Pd diverso, nel solco della tradizione “di lotta e di governo” o del nuovo verbo ” cambiare verso”. Staremo a vedere.
La lunga militanza nella sinistra giovanile, l'amore per Acireale, il dissenso dai vertici: ecco chi è il nuovo segretario del Pd
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