AGGIORNAMENTO I sindacati autonomi hanno chiesto l’autorizzazione per tenere sit-in per tutta la prossima settimana dalle 14 alle 20: lunedì, mercoledì e venerdì a villa Niscemi e martedì e giovedì a piazza Pretoria.“La manifestazione, con l’alta partecipazione dei lavoratori di oggi – si legge in una nota – è la causa dell‘ennesima dimostrazione degli impegni mancati dalla Pubblica Amministrazione nei confronti della vertenza che riguarda le Società Partecipate Gesip Spa ed Srl e di conseguenza nei confronti della città. Ad oggi i fantomatici piani risolutivi si sono dimostrati fallimentari. I punti che andiamo a contestare sono i seguenti: mancato bando esodo incentivato entro il 31 gennaio; mancata convocazione del tavolo confederale entro i primi di febbraio; mancata documentazione con i numeri dei dipendenti delle altre partecipate per l’esodo incentivato entro i primi di febbraio. Noi riteniamo che l’unica soluzione possibile sia l’individuazione dei servizi svolti dalla Gesip e il contemporaneo trasferimento, comprensivi dei dipendenti e copertura finanziaria, presso le altre Società Partecipate dell’Amministrazione Comunale, o ad ogni altra soluzione che salvaguardi oltre che i livelli occupazionali il ripristino delle retribuzione al 30 agosto 2012”.
A chiedere un incontro all’amministrazione in una nota anche Cgil, Cisl e Uil per discutere del bando per l’esodo incentivato.
PALERMO – La Gesip torna a sfilare per le vie del centro. Circa 500 i lavoratori che questa mattina si sono riuniti in piazza Croci facendo fronte comune, uniti nella protesta, per lamentare l'”immobilismo” da parte del Comune, reo di “non aver rispettato gli impegni presi”. L’Inps ieri ha firmato il protocollo d’intesa che consentirà ai 1.800 operai dell’ex Partecipata di ricevere la Cig di gennaio e febbraio. Ma questo non ha fermato i lavoratori, che hanno deciso di affollare ugualmente il salotto della città, attraversando via Libertà e giungendo, tramite via Maqueda, a Palazzo delle Aquile. Nessuno striscione durante la ‘passeggiata’, ad essere esposte in bella vista solo le bandiere dei sindacati autonomi e dell’Ugl, che hanno organizzato la manifestazione, e un urlo condiviso, ripetuto a più riprese durante il corteo e rivolto, in prima persona, al sindaco di Palermo. “Orlando dimettiti – dicono i lavoratori –. E’ la Gesip che non ti vuole più”.
I lavoratori rimproverano al primo cittadino di averli abbandonati: “Il sindaco sa solo trincerarsi, come suo solito, dietro belle parole e promesse – dice Gioacchino Tortorici, della Rsa Ugl – che puntualmente non è in grado di mantenere. Orlando aveva assicurato che dal primo gennaio avremmo fatto un percorso insieme con la conseguente uscita di un bando per l’esodo incentivato che avrebbe dato ai lavoratori ventimila euro e il rilascio del Tfr ma, ad oggi, è sparito e noi siamo sulla strada”. “Viviamo una situazione drammatica – aggiunge Mimmo Agusta – non possiamo neppure comprare un tozzo di pane o mandare i bambini a scuola con i mezzi pubblici, non possiamo permetterci neppure il biglietto Amat. Un uomo a 50 anni non può chiedere dieci euro ai genitori per dare da mangiare alla propria famiglia, a fine mese arriviamo stremati”.
La principale preoccupazione dei lavoratori è l’incertezza sul futuro, “di cui non sappiamo nulla – dicono –. Siamo alla deriva, allo sbando, senza una guida che ci rassicuri e ci dia speranza”. La scelta della manifestazione si lega così alla volontà di non firmare un’ulteriore cassa integrazione dopo giugno, chiedendo il rientro a stipendio pieno. “Da giugno non sottoscriveremo altra cassa integrazione – annuncia Salvo Barone, dell’Ugl terziario -. Vogliamo solo che si attivi un tavolo di discussione con un percorso democratico e condiviso. Il nostro interesse non è solo quello di salvaguardare i livelli occupazionali, ma riportare i dipendenti alla situazione originaria di agosto del 2012 quando, lavorando otto ore al giorno, avevamo uno stipendio dignitoso. Orlando – conclude – non ha più scuse per affrontare il problema, deve incontrarci e parlarci a viso aperto”. I manifestanti, giunti a piazza Pretoria, hanno chiesto di essere ricevuti dal sindaco. Orlando però non era presente. “Da qui non andremo via, vogliamo parlare con qualcuno, lo pretendiamo”.

