Tentato omicidio di un pregiudicato| Fermato un 27enne

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Domenico Mancuso, 36 anni, era stato affiancato da due uomini a bordo di un’auto che hanno cominciato a sparare una raffica di colpi. Salvatore Gesù Amato si è consegnato in caserma dopo pressanti ricerche.

nell'agrigentino
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2 min di lettura

CAMASTRA (AGRIGENTO) – Messo alle strette dalle pressanti ricerche dei carabinieri che lo avevano già identificato, ieri sera si è consegnato in caserma S.G., 27 anni, di Palma di Montechiaro (Ag), indiziato del tentativo omicidio di Domenico Mancuso, 36 anni, l’altro ieri sera all’ingresso di Camastra (Ag). L’uomo è stato sottoposto a fermo ed è stato portato nel carcere Petrusa di Agrigento; ai militari dell’Arma non ha detto nulla, indossava ancora i vestiti della sera dell’agguato. In mattinata i carabinieri avevano ritrovato, a Camastra, la sua Fiat Punto che sarebbe stata ripresa dalle tante telecamere di video sorveglianza private installate nel piccolo paese dell’agrigentino. Il tentativo di omicidio, secondo le ricostruzioni degli investigatori, si inquadrerebbe in vecchi rancori personali fra i due.

LA CRONACA

Un vero e proprio agguato si è compiuto ieri in pieno centro a Camastra. Nei pressi del corso principale del paese agrigentino due sicari hanno tentato di uccidere Domenico Mancuso, 40 anni, pregiudicato, di Palma di Montechiaro ma residente da pochi giorni a Camastra dove lavora, per conto del Comune, nel cimitero cittadino. Mancuso era andato a riprendere la sua auto, una Fiat 500, quando è stato affiancato da due uomini a bordo di un’auto che hanno cominciato a sparare una raffica di colpi diretti all’uomo che però è rimasto vivo anche se ferito gravemente. I proiettili hanno colpito l’uomo all’inguine e alla testa, questa soltanto sfiorata.

Subito dopo l’agguato i due malviventi sono fuggiti senza lasciare traccia. Il motivo della sparatoria è probabilmente un regolamento di conti: Mancuso non è nuovo negli ambienti malavitosi, nel 2007 era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Libertas”, che portò al fermo di 7 uomini accusati, a vario titolo, di estorsione aggravata e continuata, detenzione di armi, tentato omicidio. Dopo il carcere Mancuso era rimasto ai domiciliari fino al 27 novembre, dopodiché ha cominciato a lavorare a Camastra, presso il cimitero, grazie alla legge che reinserisce i detenuti nella società. Dopo l’agguato, Mancuso è stato trasportato all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, la ferita che desta più preoccupazione è quella all’inguine, l’uomo non sarebbe però in pericolo di vita. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Licata, diretti dal capitano Marco Currao; appena sarà possibile il 40enne verrà interrogato.

Domenico Mancuso, il trentaseienne di Palma di Montechiaro (Ag) che ieri sera è stato raggiunto da due colpi di pistola all’ingresso di Camastra (Ag), è stato dimesso dall’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Le ferite riportate alla testa e all’inguine sono risultate essere non gravi: è stato colpito di striscio. I carabinieri, che stanno indagando sul tentato omicidio, lo hanno interrogato a lungo e sarebbero vicinissimi alla soluzione del caso. E’ possibile, infatti, che nelle prossime ore scattino uno o più arresti. Sembrerebbe che il tentato omicidio sia maturato per questioni personali. A quanto pare chi ha esploso i due colpi di pistola è prima uscito dalla macchina che ha affiancato la Fiat Cinquecento di Mancuso, fra i due vi sarebbe stata una discussione e poi il sicario ha esploso i colpi.

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