PALERMO – “Poste Italiane, un’azienda dalla doppia verità. Mentre all’esterno continua a sbandierare utili miliardari di bilancio e nuove assunzioni, all’interno impoverisce sempre più contraendo occupazione e chiudendo uffici postali, investendo poco e male in strutture ed uffici, in strumenti e mezzi, in formazione ed innovazione”. Questo l’atto di accusa della segreteria Slp-Cisl di Palermo, guidata dal segretario Maurizio Affatigato, che annuncia lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e dello straordinario dal 24 gennaio al 20 febbraio, con esclusione del 31 gennaio. E giovedì 29 gennaio, alle 16, è previsto un sit-in di protesta davanti il palazzo delle Poste di via Roma, a Palermo.
“Il rischio è di non poter più recuperare il tempo perduto – si legge in un volantino che la Cisl di categoria sta veicolando in tutti i luoghi di lavoro. Si naviga a vista e senza mete prefissate, la qualità che assicura il futuro non interessa più nessuno se non a parole e i lavoratori, a tutti livelli, scontano l’assordante silenzio. I servizi postali sono ormai abbandonati alla deriva ed accompagnati al definitivo e inesorabile declino con una carenza di risorse accertate nella sola provincia di Palermo di 74 unità. Negli Uffici Postali non si guardano più le esigenze della clientela diventata quasi un ingombrante peso, le postazioni di sportello sono sempre meno presidiate con una carenza di risorse nella Provincia di Palermo di 144 unità. Oggi in particolare l’Azienda ha intenzione di chiudere definitivamente circa 450 uffici postali sul territorio nazionale e di ridurre l’apertura per circa altri 600 con un totale di oltre 1000 interventi. Il lavoratore postale non è più l’elemento trainante e protagonista dei processi ed in queste condizioni la qualità, la professionalità, l’affidabilità dei servizi e dei prodotti approdano altrove”.
“La Cisl – conclude la nota – e i lavoratori scioperano per impedire l’inesorabile decadenza dei servizi, gravemente messi in gioco dall’indifferenza e dall’immobilismo aziendale. Non faremo passi indietro in assenza di una svolta che guardi concretamente al futuro, alla qualità e al ripristino di serenità e fiducia della categoria”.

