PALERMO – Arriva anche a Palermo la presentazione del WeWorld Index, l’indice che misura a confronta il livello di inclusione sociale nei diversi Paesi del mondo. Con il termine “inclusione sociale”, che sta entrando ormai a pieno titolo nell’Agenda di Sviluppo Post-2015, nel WeWorld Index si intende un concetto multidimensionale che non riguarda solo la sfera economica, ma tutte le dimensioni del sociale (sanitaria, educativa, lavorativa, culturale, informativa, di sicurezza, ambientale). La presentazione si terrà alle 17:30 presso Palazzo Cefalà, in via Alloro 99, e vedrà la partecipazione di Stefano Piziali, Responsabile Dipartimento Advocacy WeWorld, di Giusto Catania, Assessore alla Partecipazione del Comune di Palermo, di Agnese Ciulla, Assessore alla Cittadinanza Sociale del Comune di Palermo, di Giuseppe Notarstefano, Professore di Statistica economica per il Territorio presso l’Università degli studi di Palermo. Modererà l’incontro Gaetano Cascino, Referente Territoriale WeWorld per Palermo. Il WeWorld Index, rispetto ad altri rapporti, pone attenzione al forte nesso tra diritti dell’infanzia e parità di genere. Anche se donne e bambini sono soggetti distinti, titolari di diritti propri, esiste una forte interdipendenza tra di loro. Pertanto si sono considerate congiuntamente alcune condizione di vita di donne e bambini, ma allo stesso tempo sono state individuate alcune dimensioni (e relativi indicatori) importanti per i bambini e altre per le donne. In secondo luogo, l’Index vuole essere uno strumento mondiale, volto a misurare la condizione di bambine/i, adolescenti e donne in Italia e nel mondo, a differenza della maggior parte degli indici esistenti, che si focalizzano solamente su alcune aree povere del pianeta.
Terzo, oltre alle dimensioni “classiche” (educazione, salute, benessere materiale), ne considera altre fondamentali, che sono diventate prioritarie negli ultimi anni, e in particolare nell’Agenda post-2015 (come ad esempio la sostenibilità ambientale, i conflitti e le guerre, i disastri naturali, la parità di genere e l’empowerment delle donne, la sicurezza sociale degli individui). Quarto, tiene conto del genere come dimensione a sé stante, costitutiva della società. Il genere è infatti un principio di stratificazione sociale autonomo, che continua a produrre diseguaglianze e a influire non solo sulle donne ma anche su bambine/i e sulle relazioni tra generi, in breve sulle società nel loro complesso. Infine, per la prima volta in rapporti di questo tipo in lingua italiana, utilizza un linguaggio di genere; un linguaggio nel quale gli stereotipi profondi, presenti nel parlare quotidiano, vengono superati grazie all’attenzione alle differenze di genere. Tutti questi elementi rendono il WeWorld Index uno strumento innovativo, in grado di gettare uno sguardo differente sulla condizione di bambine/i, adolescenti e donne in Italia e nel Mondo.

