PALERMO – I cantieri dell’anello ferroviario in via Amari dovranno aspettare. Il Comune ha infatti emanato un’ordinanza con cui revoca l’avvio dei lavori previsto per giovedì 7 gennaio: Palazzo delle Aquile vuole prima avere la certezza che la Tecnis, il colosso catanese finito nell’occhio del ciclone, abbia le carte in regola per proseguire con l’opera senza interruzioni o intoppi.
L’azienda, nel capoluogo siciliano, si occupa sia del collettore fognario al Foro Umberto I che dell’anello, con tre cantieri aperti: via Amari, Politeama e viale Campania. L’unico per cui scatta lo stop però è quello di via Amari, dove dovrebbe entrare in funzione la scavatrice per la realizzazione della galleria. Un cantiere invasivo che comporterà il completo stop alla circolazione e contro cui si sono scagliati i commercianti: per questo il sindaco Orlando vuole procedere con i piedi di piombo. Il timore, infatti, è che una strada così cruciale per il traffico venga sventrata senza che la Tecnis porti a termine i lavori nei tempi previsti.
Il primo cittadino ha inviato oggi una nota a Saverio Ruperto, commissario dell’azienda, per chiedere un incontro in tempi brevi e fare il punto sulle due opere, specie alla luce dei ritardi accumulati: il vertice si terrà venerdì 8 alle 11 in via Ausonia. Il Comune, in questa partita, ha il mero ruolo dello spettatore visto che è Rfi il committente: per questo proprio Rete ferroviarie italiane ha convocato la Tecnis per martedì prossimo, inviando nel frattempo oggi una mail a Palazzo delle Aquile assicurando di stare svolgendo “le opportune verifiche in merito alla sussistenza di tutti gli elementi necessari al proseguimento dell’appalto secondo i patti contrattuali e in osservanza del cronoprogramma approvato”, come si legge nell’ordinanza dell’ufficio traffico.
“Come avevamo già espresso dopo la notizia delle indagini giudiziarie sulla Tecnis, – dichiara il sindaco Orlando – l’Amministrazione comunale, che è beneficiaria dell’appalto per la chiusura dell’Anello ferroviario, ma non ha alcun ruolo operativo nella sua gestione, continua a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, in costante contatto con RFI e per fare in modo che giunga a completamento un’opera fondamentale per la mobilità cittadina”.
Intanto i sindacati sono già sul piede di guerra. “Le segreterie provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil – si legge in una nota – raccogliendo lo stato di tensione tra le maestranze per l’incertezza delle prospettive occupazionali causata dallo stop ai lavori, hanno scritto oggi alla Prefettura di Palermo, al sindaco Leoluca Orlando e al vice sindaco Emilio Arcuri chiedendo una convocazione urgente”. “Abbiamo sollecitato un incontro con Rfi, l’amministrazione comunale e i vertici della Tecnis, alla presenza del commissario Ruperto, per avere garanzie sul proseguimento del cantiere, sul rispetto dei programmi dell’opera e del piano delle assunzioni – dichiarano i segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ignazio Baudo, Antonio Cirivello e Francesco Piastra – Già a novembre l’azienda avrebbe dovuto fare decine di nuove assunzioni ed entro marzo la Tecnis avrebbe dovuto completare i reclutamenti, per un totale di circa 90 lavoratori edili da impiegare, secondo un piano illustrato alle organizzazioni sindacali nel mese di ottobre. A Palermo la cig straordinaria non deve scattare perchè esiste un piano che prevede l’entrata a regime del cantiere – aggiungono i sindacati degli edili – Ci aspettiamo che l’azienda e il commissario diano garanzie e confermino il piano di sviluppo dell’appalto”.

