Amat, perdita da 16 milioni| Revisori approvano il bilancio

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Critici Forza Italia e Comitati Civici. Abbonato: "Solo propaganda".

PALERMO – Una perdita per Amat di 4,6 milioni di euro che però, nel 2016, potrebbe arrivare a sfiorare i 16 milioni a causa del tram e del mancato avvio della Ztl. E’ questo uno dei passaggi del parere (favorevole) del Collegio dei revisori dei conti del comune di Palermo sul bilancio di previsione di quest’anno, che dovrebbe andare a Sala delle Lapidi prima delle ferie estive.

Una sessantina di pagine piene di cifre, dati e tabelle da cui emergono diverse criticità anche se, come detto, il parere è favorevole e tutti i principi di contabilità vengono rispettati visto che i conti sono in equilibrio. I revisori, però, puntano il dito sui debiti fuori bilancio in continuo aumento e soprattutto sulla situazione del sistema delle partecipate che nel 2016 costerà a Palazzo delle Aquile oltre 270 milioni di euro. In particolare a finire sotto la lente d’ingrandimento è l’Amat, l’azienda per il trasporto pubblico che gestisce il tram e in futuro si occuperà anche della Ztl. Proprio il mancato avvio di quest’ultima ha creato qualche problema ai conti dell’ex municipalizzata.

L’Amat segna una perduta di esercizio di 4,6 milioni, dipesi dal taglio dei contributi regionali, e una strutturale di 7 con una riduzione dei ricavi dalla vendita di biglietti. Il Collegio sindacale, dicono i revisori, ha già messo nero su bianco che il servizio viene esercitato “in condizioni di forte squilibrio gestionale” e che servono nuove risorse. Il 13 luglio il servizio Controllo delle partecipate ha certificato che il budget 2016 di Amat denota uno squilibrio gestionale da 15,8 milioni “conseguente alla onerosa gestione del sistema tranviario e ai mancati proventi dalla Ztl”. I revisori esprimono forti preoccupazioni per l’equilibrio dei conti dell’azienda che “presenta un trend negativo di erosione del patrimonio netto”. Ci sono poi i contenziosi con le aziende: quello da 42 milioni con Amia e uno da 5 milioni con la vecchia Gesip.

Un capitolo a parte meritano i proventi dalle multe comminate dalla Polizia municipale che per il 2016 sono pari a 85 milioni di euro, di cui il 38,5% coperto con il fondo crediti di dubbia esigibilità. Nel 2014 l’accertamento si limitava a 29,8 milioni, schizzato a 65,2 nel 2015. Gli 85 milioni, stimati dai caschi bianchi di via Dogali, rappresentano un incremento di ben il 30% rispetto all’anno scorso: in pratica 126 euro a palermitano, bambini compresi.

Sul fronte delle entrate 101 milioni verranno dall’Imu, un milione dalla Tasi, 1,4 dall’imposta di soggiorno, 8,8 dalla Tosap (tassa occupazione di aree pubbliche), 138 milioni dalla Tari di cui 13,5 frutto della lotta all’evasione. In generale il recupero dell’evasione tributaria varrà ben 51,3 milioni di euro. Ci sono infine i debiti fuori bilancio che passano dai 4,8 milioni del 2014 ai 31,8 del 2014, ai 33,7 del 2015 e ai 35,2 del 2016 incidendo per il 4,21% sulle entrate correnti.

“La situazione dei conti del comune di Palermo non è buona, specie se si considera che alcune partecipate come Amat e Amap non decollano – dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo – Rimaniamo in attesa dell’esito della richiesta della curatela Amia che ha citato il comune di Palermo per 42 milioni di euro e di quella della Gesip per 5 milioni. La previsione di perdita dell’Amat per l’esercizio 2016/17 è di 15,8 milioni, con un capitale sociale che scende da 89 a 56 milioni: se non si apporteranno dei correttivi, il consiglio comunale dovrà intervenire prima del bilancio. Registriamo altresì il calo della vendita dei biglietti e la mancata sincronizzazione dei documenti contabili. Appare del tutto carente il sistema del controllo analogo, mentre notiamo un incremento dell’indebitamento mediante mutui da 1,4 a 10 milioni. Il ricorso ai debiti fuori bilancio è diventato patologico, sia nelle cifre che nella continuità del fenomeno. Ben 27 milioni ogni anno vengono pagati per sentenze esecutive e 8 milioni per beni e servizi senza impegno di spesa. Facciamo nostre le forti preoccupazioni del collegio in ordine agli equilibri economico-finanziari delle società che presentano un trend negativo di erosione del patrimonio netto per effetto delle perdite. Serve un cambio di gestione per poter attuare il contenimento dei costi di funzionamento riducendo anche le relative remunerazioni”.

Critico anche Filippo Occhipinti, capogruppo dei Comitati Civici: “Un bilancio che certifica come il Comune sia destinato al default, il parere favorevole sembra poco coerente con i rilievi mossi. E’ anacronistico e quasi impossibile realizzare somme significative di incasso per il recupero dell’evasione degli esercizi precedenti: sono stati previsti ben 26,5 milioni nelle voci Imu, Tasi,Tari, Tosap. A questi si aggiungono altre 51,3 milioni di entrate per recupero per il 2016; una somma per recupero evasione che ammonta a circa 78 milioni di euro. Altra assurda previsione è quella delle sanzioni amministrative: 85 milioni nel 2016. Seppur mitigate da un accantonamento, rimangono da incassare 52 milioni. Nel 2015 ne abbiamo incassati appena 12. Molto ridotto sembra l’accantonamento al fondo rischi legali, appena 10,6 milioni per un contenzioso che viene stimato in 86 milioni circa ma che ammonta realmente ad almeno 250-300 milioni potenziali . Su questo punto chiederò un chiarimento sui criteri di determinazione adottati dall’Avvocatura sulla stima. Pesante e non solo economico sembra la citazione della curatela Amia che chiede se sussiste anche la responsabilità del Comune di Palermo chiamando in causa anche il sindaco. Incredibile il gioco sulle partecipate: molte non approvano entro il 30 aprile i bilanci, rinviandoli a giugno. E se questa procedura è prevista dal codice civile per situazioni eccezionali, per quelle del Comune, quelle più critiche, è divenuta ordinaria. In particolare la situazione di Amat preoccupa anche in virtù di un appostamento di somme per il contratto di servizio che potenzialmente è deficitario di almeno 20 milioni. Deficit che nemmeno facendo entrare in vigore le Ztl a settembre sembra colmabile”.

Ma l’assessore al ramo, Luciano Abbonato, risponde punto per punto: “Il parere positivo dei revisori certifica l’ottimo stato dei conti comunali: il bilancio del Comune ha chiuso anche nel 2015 con un consistente avanzo di gestione; il debito, tra i più bassi d’Italia, continua a ridursi; mai nessuna anticipazione di tesoreria; la pressione fiscale scende, con una Tari tagliata del 15% in due anni; scendono le spese del personale e quelle di funzionamento; tutte le grandi cause ereditate dalla passata gestione sono state fin qui vinte, senza intaccare di un centesimo i pur consistenti accantonamenti approntati; tutte le società partecipate sono in utile d’esercizio, tranne l’Amat la cui perdita 2015, comunque inferiore agli utili generati dalle altre aziende, è determinata esclusivamente dai tagli regionali; per la prima volta nella storia due aziende comunali hanno distribuito dividendi al socio unico (2,4 milioni). Questa è la realtà. Tutto il resto è propaganda politica contro gli interessi e l’immagine della città”.

 

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