ROMA – I big del Movimento 5 Stelle vanno in tv e fanno chiarezza sull’atteggiamento da tenere nei confronti degli attivisti coinvolti, tra Bologna e Palermo, nello scandalo delle firme irregolari. “Noi prima che arrivino le sentenze dei giudici, abbiamo chiesto a queste persone l’autosospensione. E’ impossibile pensare che nella prima forza politica italiana non ci siano casi del genere, ma la differenza con gli altri è che noi in questi casi interveniamo. Se non si autosospendono le sospenderemo noi”, ha detto Luigi Di Maio, intervistato da Massimo Giletti su Rai1, a proposito delle inchieste sulle firme false che vedono coinvolti a Palermo e Bologna esponenti di M5s.
“Sono fiero di far parte di una forza politica che rispetto ad un caso imbarazzante ha chiesto l’autosospensione nell’attesa dell’apertura di un eventuale procedimento penale: per me questo significa responsabilità”, dice Alessandro Di Battista, del Movimento 5 Stelle, in un’intervista a “In mezz’ora” su Raitre, sulla vicenda delle firme false. “E’ un caso – spiega Di Battista – che riguarda elezioni per le quali nessuno dei 5 stelle è stato eletto, nel 2012, e non lo dico per sminuire perché se il reato c’è, c’è e punto, i magistrati fanno il loro lavoro e spero che facciano chiarezza: i deputati in questione non si sono ancora autosospesi, interverrà il collegio” dei probiviri “che è stato eletto e nei prossimi giorni prenderà le giuste decisioni”. “Pero’ – aggiunge – dal punto di vista politico noi condanniamo, diciamo che il fatto è grave, chiediamo l’autosospensione per delle elezioni dove nessuno è stato eletto mentre dall’altra parte c’è una forza politica che non soltanto giustifica le parole e i comportamenti di De Luca ma, come il presidente del Consiglio, spinge gli altri amministratori a fare come De Luca perché ‘lui porta avanti il pil'”. E se i diretti interessati non si dimettono? “Interverrà il collegio e li sospenderà, credo. Dovranno decidere loro”, risponde Di Battista.

