Caro Angelino,
E poi arriva quel (tragico) momento in cui perfino tu cominci a suscitare un sentimento di inspiegabile tenerezza. Perché non ne azzecchi una che sia una. E pure quando non ti metti d’impegno per assumere le fattezze di un potere mummificato, sempre pronto a salvare se stesso e quelli del suo cerchio magico – il fratello alle Poste, il caso Shalabayeva -, sono gli eventi e gli accidenti, più o meno ponderabili, a iscrivere il tuo nome nella lavagna, dalla parte sbagliata.
Farà, per esempio, epoca e storia il video in cui dici “Uaind”, al posto di “Wind” – il vento, cioè – sfoggiando una pronuncia che ti sarà senz’altro utile nella guida al ministero degli Esteri.
Come sai – poiché lo frequenti da tempo – il sacramento sputtanato del potere – un po’ per colpa dello stesso potere, un po’ perché siamo fatti così: dobbiamo innalzare le forche di piazzale Loreto – non ammette pausa, né misericordia. Dacci oggi il nostro Alfano quotidiano. E così sia.
Di te – oggi, appunto – si occupa ‘La Verità’, il nuovo giornale di Maurizio Belpietro. L’articolo è a firma di Mario Giordano e narra di due dispendiosi viaggi che riguarderebbero te e il neo-premier Paolo Gentiloni, un Renzi Bis col parrucchino.
“Il fatto piuttosto singolare – scrive Giordano – è che due voli di Stato sono partiti proprio dallo stesso posto. Proprio alla stessa ora. E diretti proprio alla stessa meta. Aeroporto di Ciampino, giovedì 15 dicembre. Sette e trenta: prima decolla l’aereo blu del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Destinazione: Bruxelles. Subito dopo decolla l’aereo blu del ministero degli Esteri, Angelino Alfano. Destinazione? Ovviamente Bruxelles. A qualcuno viene forse il sospetto: ma non potevano mettersi d’accordo e, per lo meno, andare insieme?”.
Sommario: “Hanno speso in un giorno ciò che quattro pensionati prendono in un anno”. Titolo: “Due voli di Stato per due mezzi statisti”.
Il siciliano medio, infreddolito, senza lavoro, senza nemmeno gli spiccioli per il caffè, legge. Vomita, un pochino, se è moderato. E corre a iscriversi alla prima brigata a Cinque stelle, urlando: “Alfanooooooo!!!!”, quale ultimo empito del suo povero sdegno. Infatti, nessuno qui grida più: “Crocettaaaaaa”. Hai scalzato Saro nelle imprecazioni: un record.
Sarà vero ‘sto fatto degli aerei? Intanto è stampato, in attesa di eventuali smentite, di cui c’è ovviamente ampia facoltà. Ed è verosimile, questo è ciò che conta, perché la gente ormai ti immagina lì, nel rosso dell’uovo: il simulacro dell’aderenza perfetta tra poltrona e posteriore.
Angelino, insomma, pure tu…. E mettici un pizzico di buona volontà.
Distaccati dall’immaginaria bava gelida che tu stesso ti sei cucito addosso. Vai in mezzo al popolo. Offri un caffè a qualcuno. Spogliati dell’abito ministeriale e indossa il golfino dei grandi magazzini. Sorridi di più. Dimostraci che sei un uomo come noi – non dubitiamo che tu lo sia – a prescindere dal giudizio disastroso che abbiamo di te, come politico, senza malanimo, né preconcetti.
Il potere non è per sempre. Anche tu passerai. Almeno, fai in modo che si possa parlare di te con un minimo di umana indulgenza. Fai questo favore, non a noi, ma a te stesso.
Con simpatia. Uno che prende i voli di linea.

