Altri sei corpi sono stati recuperati dai vigili del fuoco all’interno dell’Hotel Rigopiano, travolto nei giorni scorsi da una valanga: si tratta di quattro uomini e due donne, che ancora devono essere identificati. Con quest’ultimo ritrovamento, sale a 15 il bilancio delle vittime accertate, mentre quello delle persone disperse nel disastro scende a 14.
Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì e l’alba di sabato scorsi, 9 persone: la moglie e il figlio di Giampiero Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre quattro persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.
Tra i corpi recuperati lunedì c’è anche quello di Linda Salzetta, la ragazza che lavorava al centro benessere dell’hotel, sorella di Fabio, il “tuttofare” del Rigopiano che assieme a Giampiero Parete si è salvato dalla valanga perché si trovava all’esterno dell’albergo. In questi giorni, il giovane è stato fondamentale per i soccorritori indicando dove potevamo trovarsi gli eventuali sopravvissuti fornendo anche indicazioni precise sull’interno della struttura travolta dalla valanga.
Per i parenti delle vittime e di chi ancora manca all’appello, però, l’attesa è ormai insopportabile. “Quelli che sono morti sono stati uccisi – si è sfogato il papà di Stefano Feniello, 28 anni, tra i dispersi – e quelli che ancora non rientrano sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti tutti vicino al caminetto come carne da macello”, ha detto riferendosi alla mail con cui il direttore dell’hotel aveva chiesto aiuto per liberare la strada, aiuto mai arrivato.

