Edilizia palermitana in crisi | I numeri del primo semestre 2017

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I dati del primo semestre dell'anno evidenziano un calo di imprese e operai attivi.

Il report della Cassa edile
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4 min di lettura

PALERMO – Il 2017 non segna una svolta nel settore dell’edilizia a Palermo e provincia. I dati del report elaborato dalla Cassa edile del capoluogo (pubblicati sull’ultimo numero di Sbc News)  che prende in esame il primo semestre dell’anno conferma che la crisi non molla la sua presa. I numeri dello stesso periodo del 2016 sembrano un lontano ricordo. Secondo i dati della Cepima, a gennaio 2017 gli operai attivi si sono attestati a 4999, poco meno di un migliaio in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 con un calo del 16,35 per cento. Un trend negativo che non si è arrestato neanche nel prosieguo dell’anno: a febbraio il calo rispetto al 2016 ha fatto segnare un meno 15,35 per cento, a marzo meno 11,84 per cento per poi peggiorare nel secondo trimestre con un decremento del 15, 19 per cento ad aprile, dl 16,11 per cento a maggio e del 18,91 per cento a giugno dove nel database dell’ente bilaterale di via Borremans risultavano iscritti 5016 operai contro i 6186 dello stesso mese del 2016.

La flessione si registra anche se si prendono in esame le imprese edili attive e iscritte alla Cassa edile di Palermo. Prendendo in considerazione sempre il primo semestre del 2017 il confronto con il 2016 resta impietoso con una percentuale di decremento quasi sempre a doppia cifra, eccezion fatta per il mese di maggio dove si sfiora il 10 per cento. Ma andiamo con ordine: a gennaio 2017 le imprese edili attive e iscritte risultano 1255 contro le 1401 del primo mese del 2016. Centoquarantasei aziende di costruzione in meno che rappresentano il 10,42 per cento in meno. A febbraio e a marzo il trend non si è arrestato con un decremento di aziende attive rispettivamente del 11,59 per cento e del 10,18 per cento. La congiuntura negativa non si arresta neanche in primavera estate nonostante una lieve risalita in termini numerici delle imprese attive nel corso del semestre ma che non sono bastate a invertire il segno negativo nel confronto con il 2016. Ad aprile le aziende iscritte erano 1268, a maggio 1310 e a giugno 1293 ma nella comparazione con gli stessi mesi dell’anno precedente il decremento resta intorno al 10 per cento. 

Se i dati su operai e imprese attive non mostrano segnali di buona salute del comparto ne risentono di riflesso anche i numeri sulle ore ordinarie e sulla massa salariale. A gennaio 2017 le ore lavorate si sono attestate a 564319, circa 100mila in meno rispetto al gennaio 2016. Un lieve miglioramento in termini assoluti si è registrato a febbraio dove le ore lavorate sono salite a 610735 ma nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente si annota un meno 18,19 per cento. Marzo il mese migliore per ore lavorate del periodo preso in considerazione dove il dato si attesta a 724217, appena il 2,15 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2016. Da aprile a giugno, però, si torna a decrementi a due cifre con un -24,45 per cento (aprile), -14,18 per cento (maggio) e un – 15,17 per cento a giugno. La massa salariale, strettamente correlata ai dati presi in esame in precedenza non può che far registrare decrementi anche qui a due cifre. Da gennaio a giugno, infatti, la massa salariale a Palermo e provincia confrontata con gli stessi mesi del 2016 è diminuita del 15,75 per cento a gennaio, del 18,57 per cento a febbraio e del 7,75 per cento a marzo. La situazione non è migliorata neanche nel secondo trimestre, dove la massa salariale confrontata con gli stessi mesi dell’anno precedente fa registrare cali tra il 19 e il 15 per cento.

La congiuntura negativa sembra non conoscere la parola fine – commenta il presidente della Cepima Salvo Russo -. Speriamo in una ripresa del comparto nella seconda metà dell’anno anche se i presupposti del primo semestre sembrano non alimentare le speranze in questa direzione. Confidiamo nella partenza di nuovi grandi cantieri e in un nuovo ed efficace impulso agli appalti da parte dell’amministrazione pubblica. Il governo regionale che si insedierà avrà in mano una grossa fetta del destino dell’edilizia non solo nel capoluogo. Confidiamo in una svolta dal punto di vista procedurale per sfruttare al massimo le opportunità offerte dai fondi europei e da quelli pubblici in generale”. Sulla stessa lunghezza d’onda di Salvo Russo c’è il vicepresidente della Cassa edile Francesco Piastra (Fillea-Cgil): “Nonostante le previsioni per il 2017 fossero positive, si riscontra una realtà diversa. Da un lato stentano a partire i cantieri annunciati dalla pubblica amministrazione, dall’altro pesa molto, a mio avviso, anche una elusione contributiva da parte delle aziende che si ripercuotono sui dati che noi registriamo. Anche su questo aspetto voglio caratterizzare la mia azione assieme al presidente in questo anno appena iniziato di mia vicepresidenza. E’ importante fare emergere tutte le anomalie del comparto”.

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