Ars, ancora niente Finanziaria | Verso un altro esercizio provvisorio

Ars, ancora niente Finanziaria | Verso un altro esercizio provvisorio

Ars, ancora niente Finanziaria | Verso un altro esercizio provvisorio

A una settimana dalla scadenza della gestione in dodicesimi, la manovra non è ancora giunta in commissione bilancio.

PALAZZO DEI NORMANNI
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PALERMO – Doveva arrivare a metà marzo. Poi pochi giorni dopo. Quindi ieri, giusto in tempo per provare la folle corsa verso il 31 marzo. Ma ancora la legge di stabilità non è approdata a Palazzo dei Normanni. E così, l’ipotesi di una proroga dell’esercizio provvisorio si fa sempre più concreta, nonostante una sorta di “intesa istituzionale” che sarebbe stata raggiunta ieri tra governo, maggioranza e opposizioni.

“Ci aspettavamo di ricevere le carte – ammette il presidente della commissione bilancio Riccardo Savona – già ieri. Ma ancora all’Ars non è arrivato nulla. E fino a stamattina non è cambiato niente. Ci auguriamo che arrivino al più presto, per provare così a rispettare gli obiettivi che ci eravamo posti”.

Cioè quello di approvare una finanziaria “snella”, di 35 articoli, entro il tempo utile del 31 marzo, per evitare un nuovo ricorso all’esercizio provvisorio fino alla fine di aprile. Ipotesi ancora non ufficialmente espressa né dall’esecutivo, né dall’Assemblea regionale.

La legge di stabilità dovrebbe prevedere, tra le altre norme, uno stanziamento per il rinnovo dei contratti dei regionali, un “piano casa” per i giovani, la soppressione dell’Esa e la fusione degli Iacp in un unico ente, oltre a misure di controllo maggiore nei confronti degli amministratori delle società controllate dalla Regione. Prevista anche la fusione in un unico soggetto di Irfis, Ircac e Crias. Una decisione che, nonostante le aperture dimostrate nel corso dell’incontro di ieri, non convince il Movimento cinque stelle visto che, secondo i grillini, si tradurrebbe in una semplice soppressione dei due enti (Ircac e Crias, appunto) che si occupano di artigianato e cooperative. “Dal carteggio che abbiamo esaminato –  spiegano i deputati Cancelleri e Foti – sembrerebbe emergere chiaramente la volontà di sopprimere i due istituti, cosa che, fra l’altro, troverebbe riscontro nei documenti contabili, che ancora il Governo non ha trasmesso all’Ars, dato che nella finanziaria 2018 risulta inserita una norma soppressiva di Ircac e Crias. Se quanto denunciamo, fosse confermato, il governo – sottolineano – dimostrerebbe di agire in modo unilaterale, antidemocratico, omettendo un passaggio con le parti sociali e una discussione nelle commissioni di merito”. Intanto c’è ancora poco da discutere, visto che la Finanziaria all’Ars non è ancora arrivata.


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