Federica, la musica e il coraggio | E il Comune di Palermo la premia

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Federica il giorno della laurea
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La storia di Federica che ha stupito Palermo.

PALERMO– Federica Liberto non è soltanto una pianista bravissima, di cui si parla e si parlerà per talento e grazia, ma anche una segnaletica luminosa della vita di tutti. Per questo, nei prossimi giorni, sarà premiata dal sindaco Orlando con una onorificenza significativa: “Tessera preziosa del mosaico Palermo”. Un bel nome che racconta il senso di una comunità e riconosce come certi pezzi reggano l’insieme, forse, più di altri. E’ stato il consigliere comunale Ottavio Zacco a leggere di questa ragazza coraggiosa e a impegnarsi, con una richiesta al primo cittadino, perché le venisse consegnato il premio.

La storia di Federica, raccontata da LiveSicilia.it (leggi qui), è il calco del valore di una giovane artista che, nonostante la perdita dell’uso delle gambe a causa di un incidente, è riuscita a laurearsi al Conservatorio di Palermo. Lei suona anche grazie a un meccanismo, inventato dal marito, che le permette di premere sui pedali con il movimento del collo.

Raccontava Federica in quella intervista: “Un evento come quello che ho vissuto cambia tutto. Non solo la paraplegia, le fratture, una lunga riabilitazione. Ma io mi sono imposta subito su me stessa, anche se i primi giorni, devo riconoscerlo, sono stati difficili. Mi sono detta: non posso fermarmi, vado avanti. La musica è stata la migliore medicina e mi ha spronato a non arrendermi”.

E ancora: “Non sono una vittima. Ho accettato di parlare un po’ di me perché vorrei fare capire alle persone che l’esistenza continua comunque e ti offre tanto, se hai cuore e testa. Quando succede una cosa del genere, impari a guardare tutto da un’altra prospettiva e a dare rilievo alle cose davvero importanti e a vivere ogni giorno intensamente. A volte pensiamo di essere immortali, ma la vita, con la sua imprevedibilità, cambia il corso della storia e bisogna essere pronti a trarne sempre il meglio e a non sprecare mai neanche un prezioso secondo. Ringrazio mio marito, la mia famiglia, gli amici e gli insegnanti. Mi hanno aiutato moltissimo”.

Ma forse siamo noi che dobbiamo ringraziare lei.

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