ACIREALE – Operai in azione per tagliare pezzo per pezzo quello scheletro che per quattro decenni ha orrendamente deturpato la splendida Timpa. L’applauso dal piccolo borgo di Santa Caterina si è alzato appena il primo osso di metallo è stato caricato sulla gru. Elmetto in testa il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo non ha potuto nascondere l’emozione per il grande traguardo raggiunto. La demolizione dell’ecomostro della Timpa ha un significato molto più profondo di quello di liberare il costone roccioso dalla ferita di cemento. “Oggi diamo un segnale forte alla città – afferma il primo cittadino – e a tutta la Regione Siciliana. Eliminiamo una bruttura all’interno della Riserva naturale della Timpa. Di fatto oggi diciamo a tutti che non bisogna costruire se non si è autorizzati e non è consentito deturpare l’ambiente”.
L’ecomostro della Timpa aveva portato Acireale nella black list di Legambiente per le brutture paesaggistiche. “Eravamo tra i primi cinque, adesso lasciamo questo primato ad altri”- commenta Barbagallo. “Noi definiamo questa una bella pagina di educazione civica e diciamo dalle nostre parti non sono ammessi più abusi e trasgressori” – gli fa eco il deputato regionale acese Nicola D’Agostino. “E’ una cosa che il territorio meritava e confido che possa essere da spunto perché si possa proseguire su questa via” – afferma Nico Torrisi, ex assessore regionale alle Infrastrutture e attuale Ad della Sac spa. “E’ stata molto bella la collaborazione istituzionale fra tutti – ricorda Torrisi – la Procura e l’amministrazione acese in parallelo. Il merito non è mai di uno ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci”.
Ad ammirare il delicato lavoro ingegneristico, che si concluderà salvo imprevisti a Febbraio, di demolizione ci sono tutti: il sindaco metropolitano Enzo Bianco, la Prefetta Maria Guia Federico, il colonnello dei Carabinieri Francesco Gargaro, il capocentro della Dia, Renato Panvino, il comandante della Finanza Roberto Manna, il Questore Marcello Cardona e il capo della Procura Carmelo Zuccaro. “Con quest’opera si era dimostrato come si può con arroganza creare uno scempio – afferma il magistrato ai giornalisti. E’ stata l’autorità amministrativa che così come all’epoca aveva rilasciato la concessione oggi ha riparato un grosso torto che era stato fatto. E questo dimostra che vi è una sensibilità diversa. Dinanzi a queste sensibilità diverse la Procura di Catania – assicura Zuccaro – sarà sempre estremamente vicino a chi opera in questo senso”.
La ciliegina sulla torta di una giornata che vuole mettere la parola legalità al centro è stata la presenza del Pg di Roma ed ex Procuratore capo di Catania Giovanni Salvi. “Questa non è una demolizione che viene fatta dall’autorità giudiziaria ma dall’amministrazione e, dunque, dal sindaco di Acireale. Ma è stata fatta in un quadro che ha visto la Procura di Catania molto impegnata nel recupero dell’ambiente e del territorio rispetto alle costruzioni abusive. In un quadro che consente ad altri sindaci di affrontare finalmente il tema della bellezza di questo territorio”.
E parlando di bellezze naturali, Salvi fa un confronto con la sua patria, il Salento. “Per il Salento è stata una scelta intelligente perché dopo un periodo negli anni ’70 di abusivismo selvaggio, fortunatamente si è compreso che questo era un danno molto grave e vi è stato l’impegno di tutte le istituzioni partendo della magistratura”. Nel Salento è cambiato il modo di pensare e “vi è stato uno sviluppo del territorio che adesso porta enormi ricchezze. Lecce e il Salento vivono della valorizzazione dei prodotti del territorio in un contesto di turismo qualificato”.
Giovanni Salvi è tornato alle falde dell’Etna per partecipare a questa giornata “storica”. Ma a Salvi manca Catania? Sicuramente ai catanesi sì. “Io non so se manco. Catania mi manca sicuramente – afferma – ma non solo per la bellezza dei posti. Per questo mare meraviglioso, per l’Etna. Mi manca per la generosità di cuore del popolo catanese, per la maniera con cui mi ha accolto e per la passione non solo dei colleghi ma anche di tanti con cui ho lavorato, come il personale amministrativo”. Si interrompe e dice: “Sì mi manca molto Catania”.
(foto di Dario Azzaro)





