CATANIA – Muos abusivo: l’associazione Rita Atria chiede di costituirsi parte civile nel processo per violazioni ambientali ed edilizie relativi alla costruzione del sistema di telecomunicazioni satellitare di Niscemi. L’ha comunicato questa mattina il legale Goffredo D’Antona facendo il punto sulla vicenda che riguarda il Muos.
LA LISTA DEI TESTI Nella lista testi che il legale ha depositato ci sono nomi che scottano come quello di Raffaele Lombardo e quello di Rosario Crocetta che del Muos si sono assunti “la responsabilità politica”. Ma non solo. Alla sbarra potrebbero testimoniare il giornalista Antonio Mazzeo e i dirigenti regionali, Gaetano Gullo e Antonio Sansone. L’avvocato D’Antona ha inoltre fatto il punto su vari aspetti.
IL PUNTO SUL MUOS La sentenza del Cga che ha dichiarato legittimo il Muos non ha efficacia in campo penale perché un atto può essere legittimo dal punto di vista amministrativo, ma non lecito dal punto di vista penale. “Questo spiega perché il Muos è tuttora sotto sequestro e perché la Cassazione ne ha confermato il sequestro anche dopo l’uscita di parte della sentenza del Cga, questo perché il giudice penale ha il potere di disapplicare l’atto cioè di non considerare valido un atto amministrativo, anche se apparentemente ineccepibile”, spiega il legale. Nel caso del Muos il nodo riguarda l’”enormità della concessione rilasciata dal dirigente che non poteva non rendersi conto che stava commettendo un reato parimenti i soggetti privati che hanno realizzato il Muos nelle sue varie componenti”, aggiunge D’Antona.
GLI IMPUTATI Il processo vede tra gli imputati il dirigente regionale Giovanni Arnone, il presidente del Consiglio di amministrazione di Gemmo Impianti, Mauro Gemmo, la titolare di Lageco, Adriana Parisi, il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi e i legali rappresentanti delle ditte ”Calcestruzzi piazza s.r.l.”, “Pb Costruzioni” e ”C.r. Impianti s.r.l.”: Concetta Valenti, Carmelo Puglisi e Maria Rita Condorelli

