"Da burattino a uomo libero" |La storia di Salvatore Fiore

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L'imprenditore belpassese (nella foto) sette anni fa ha avuto il coraggio di denunciare usurai ed estortori. Il suo incubo è raccontato nel libro "Fiore...tutto a posto" firmato da Anna Milazzo, che sarà presentato venerdì a Catania. "Il titolo del libro è un grazie alla polizia" - racconta.

la testimonianza
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4 min di lettura

CATANIA – Occhi senza veli e una vivacità che trasmette in ogni parola, in ogni gesto, in ogni movimento. Salvatore Fiore da sette anni è un uomo rinato. Come dice lui “sono libero”. La sua storia, in un territorio radicato da omertà e malavita, rappresenta un esempio da seguire per chi è oppresso da usurai ed estortori. E a Catania e provincia sono tanti. Tantissimi.

La sua testimonianza è diventata fonte ispiratrice di un libro firmato da Anna Milazzo. Davanti a una pizza una sera Salvatore inizia a raccontare il suo incubo. “Era un fiume in piena” – mormora con un filo di voce Anna che è stata travolta da questa storia che chiedeva di essere trasferita sulla carta. Con l’inchiostro ha tracciato il lungo percorso di paura di Salvatore Fiore che ad un certo punto si è aggrappato alla scintilla del coraggio e ha denunciato. “Il fatto fondamentale – aggiunge ancora Anna – è che Salvatore non è mai stato lasciato solo. E se non si resta soli, si può uscire da tutto”.

Il titolo del libro riassume l’intero messaggio del progetto editoriale: “Fiore… tutto a posto?”. E’ quello che i poliziotti dal giorno della denuncia, nel 2009, chiedono all’imprenditore belpassese non appena risponde al telefono. “Il titolo è dedicato a loro” – racconta. Loro sono gli agenti della Squadra Mobile che hanno seguito passo dopo passo le denunce e sono diventati “gli angeli custodi” di Fiore. “Non è vero che le forze dell’ordine non ci sono. La mia storia è ne è la prova. Loro mi hanno trasmesso sicurezza e tranquillità e mi hanno dato la forza di andare avanti”.

“Questo libro è nato per incoraggiare le vittime di usura ed estorsione a denunciare. Perchè denunciare significa liberarsi dalle catene del malaffare”- afferma con determinazione Fiore. L’imprenditore belpassese (con un impresa edile che contava centinaia di dipendenti) viene risucchiato nel vortice dell’usura a metà degli anni Novanta. Senza nemmeno accorgesene ha fatto il primo prestito – su suggerimento di un fornitore – per saldare un assegno in scadenza. Poi ogni mese versava una somma che però piano piano lievitava a causa degli interessi. E così quello che in un primo momento sembrava “l’angelo” che lo aveva salvato da un “assegno protestato” si è trasformato in un demone. E alla fine i demoni sono diventati venti. Perchè quando non aveva i soldi per pagare a uno, andava a bussare da un altro usuraio. Un circolo vizioso da cui si può uscire solo con la denuncia. Una denuncia che arriva anche grazie alla spinta di chi aveva già deciso di farse il salto. Fiore ha avuto paura, anche oggi ha paura, ma più forte della paura c’è stata la voglia di riconquistare la libertà.

Dalla sua denuncia è partita un’importante operazione antimafia denominata Money Lender. In conferenza stampa la pm Giovannella Scaminaci parlò di un “giro di usura e di estorsioni più ingente mai scoperto a Catania”. A settembre ci sarà l’apertura del processo ordinario, già in abbreviato ci sono state le prime condanne in primo grado. “Durante il processo ho assistito a un paio di udienze – racconta Fiore – in quel momento mi sono sentito un vittorioso nei confronti di questi mascalzoni. Perchè prima ridevano loro: ero sottomesso, non ero più me stesso, ero un burattino e loro mi manovravano. Oggi, invece, sono una persona libera. Quando ho visto loro dietro le celle per me è stata la più grossa soddisfazione che potessi avere”. “Possiamo distruggerli – afferma – basta essere uniti, basta denunciare”.

Il libro è stato presentato per la prima volta all’aula consiliare di Belpasso. Oltre 250 persone hanno ascoltato la storia di Salvatore Fiore. Venerdì alle 17 al Centro Zo ci sarà un nuovo evento di presentazione con Anna Milazzo e l’imprenditore belpassese. Ad intervenire saranno Giovannella Scaminaci, Procuratore aggiunto di Messina; Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia, Sonia Alfano, già presidente della Commissione Antimafia europea; Alessandro Drago, vice dirigente della Squadra Mobile di Catania, Enzo Guarnera, avvocato penalista. A moderare il dibattito sarà il giornalista Luciano Mirone. L’appuntamento è inserito nel cartellone di eventiI 100 passi verso il 21 marzo 2016, data in cui a Messina – e in contemporanea in vari luoghi d’Italia – si terrà la XXI Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

 

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