CATANIA – Si attende il parere dell’Anac sulle modalità di assegnazione delle opere di urbanizzazione primaria e poi i cantieri potrebbero partire. Va avanti, seppur lentamente, l’iter che dovrebbe portare entro un paio di mesi le ruspe in corso Martiri della Libertà, la profonda ferita nel cuore della città. È quanto afferma l’assessore all’Urbanistica Salvo Di Salvo. “Siamo in attesa di un parere che l’amministrazione ha richiesto all’Anac – spiega – per capire se gli interventi per realizzare le opere di urbanizzazione, debbano andare in procedura di affidamento o in evidenza pubblica. Non appena avremo la risposta da parte dell’Autorità, procederemo”.
Di Salvo conferma anche l’interesse dei privati a portare avanti l’opera e i passaggi che ancora mancano per avviare i cantieri. “Siamo nella fase in cui i privati hanno già avviato la richiesta di rilascio del titolo edilizio – afferma. Gli uffici hanno definito l’istruttoria e mancano due documenti tecnici che stanno per presentare. A quel punto – prosegue – saremo in grado di rilasciare il titolo. I privati proprietari delle aree hanno confermato l’interesse e la volontà di intervenire”.
Potrebbe dunque acquisire un nuovo volto ciò che un tempo era parte di San Berillo, oggi al centro dell’attenzione dopo i crolli, le chiusure e le richieste, da parte degli abitanti del rione e non solo, di programmare interventi di recupero, non solo immobiliare, ma sociale, di un pezzo di storia della città. Come conferma la richiesta, da parte del Comitato cittadini di San Berillo, di partecipare al tavolo tecnico per discutere del futuro della zona.
“È evidente che con il comitato e le associazioni che operano a San Berillo, da parte dell’amministrazione Bianco e da parte di questo assessorato, c’è stato sempre un rapporto di partecipazione, confronto e collaborazione – sottolinea. Non solo sulle problematiche riguardanti il quartiere dal punto di vista strutturale, ma anche dal punto di vista sociale, attraverso numerose iniziative che sono state realizzate negli anni proprio qui a San Berillo, per arrivare a una forma di rigenerazione anche sociale per polarizzare l’attenzione su questo quartiere”.
Recupero, valorizzazione, ma anche messa in sicurezza. Quest’ultima pare sia stata la grande assente negli anni. “ La situazione per quanto riguarda il patrimonio edilizio di San Berillo è una situazione da sempre difficile – continua Di Salvo. È giusto che si dica che i privati, i proprietari degli immobili, già potevano intervenire, come prevedono le norme di attuazione del Piano regolatore Piccinato, per quelle che sono le azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. Quelli che permettono di riqualificare l’aspetto intero dell’immobile. Questi si potevano fare da sempre. Insomma – incalza – il fatto che il patrimonio edilizio sia ormai nel totale degrado, non è responsabilità dell’amministrazione, ma dei privati che non so per quale motivo, non ha voluto porre attenzione sui propri immobili. Chi l’ha voluto fare lo ha fatto, e abbiamo numerose realtà di palazzi riqualificati e abitati. Su alcuni sono intervenuti anche alcuni membri del comitato San Berillo”.
Insomma, pare che sia mancato l’interesse dei proprietari a mantenere gli edifici in condizioni di sicurezza. Cosa a cui, oggi, li obbliga l’ordinanza comunale, emessa dopo il crollo di via Pistone. “L’assessorato ai Lavori pubblici ha inviato l’ordinanza di messa in sicurezza a tutti i proprietari degli immobili ricadenti nella zona perimetrata dalla protezione civile, chiedendo loro di intervenire entro 15 giorni – aggiunge Di Salvo. In caso di mancata risposta, la procedura si avvia attraverso l’esposto alla Procura per mancanza di messa in sicurezza. Nel frattempo, i tecnici della pubblica incolumità stanno facendo dei sopralluoghi anche in altre parti di San Berillo, verificando la staticità degli altri edifici e, in caso, verranno inviate altre note”.
Questo per quanto riguarda la staticità e la sicurezza del quartiere. “Poi c’è un profilo legato anche ad una scelta della pianificazione urbanistica, che possa in qualche modo ridisegnare San Berillo – continua l’assessore. Da questo punto di vista abbiamo fatto diverse valutazioni, perché ci siamo trovati un’istruttoria già avviata nel 2004 di un piano particolareggiato che era stato affidato a tecnici esterni su alcune direttive che allora furono date da un funzionario dell’ente. Quel piano lo abbiamo studiato e non corrisponde a quella che è la nostra visione del quartiere, del suo recupero, perché prevede uno sventramento del rione che rischia di perdere il suo contesto storico che noi non riteniamo opportuno. Recentemente – aggiunge – in un incontro con la Soprintendenza, abbiamo deciso di applicare la legge 13 regionale 2015 sui centri storici proprio su san Berillo, con la classificazione degli immobili a cui corrisponderà un intervento edilizio. Questo permetterà ai proprietari di intervenire sulle proprie unità, oltre il Prg. Dove non è possibile recuperare si può demolire ma mantenendo l’aspetto storico e il contesto. Tutto questo va fatto a volumetria zero. Non prevediamo – conclude – nessun indice di cubatura per agevolare il privato che vuole intervenire”.

