Donne, "manager" della droga |Traffico tra Calabria e Siracusa

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I retroscena dell'operazione Kepha condotta dai carabinieri di Noto e coordinata dalla pm Lina Trovato della Dda di Catania. Gli arrestati sono 24.

Dda di Catania
di
3 min di lettura

CATANIA – Donne capaci di assumere il ruolo di manager dello spaccio in sostituzione o in collaborazione con il capo. E’ il ruolo del gentil sesso uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine Kepha (dall’aramaico pietra) coordinata dalla pm Lina Trovato della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e condotta dai carabinieri della compagnia di Noto (nel siracusano) che ha portato all’arresto di 24 persone, tra cui proprio sette donne. “Nel corso dell’attività investigativa – si legge nella nota stampa – si è avuto modo di apprezzare il ruolo alacremente collaborativo svolto dalle donne in favore dei rispettivi coniugi e conviventi nella gestione dell’attività illecita, senza tuttavia mai esporsio in maniera troppo diretta nell’attività di spaccio, coadiuvandoli attivamente ma senza oscurarne la predominanza”. Il punto di riferimento, insomma, doveva rimanere il capo famiglia. Per far comprendere che la donna poteva assumere un ruolo anche di manager e gestione, ma comunque doveva assolutamente chiarire che comunque la sua posizione era sempre subalterna al compagno o al marito.

L’indagine parte nel 2009: i carabinieri hanno il sospetto che possa esserci un proficuo canale della droga che collegava Siracusa e la Calabria. A quel punto viene installato un sistema Gps e i militari riescono a seguire in diretta gli “spostamenti”. Inoltre viene scoperto che l’organizzazione,  con a capo Corrado Ferlisi e Corrado Casella, per rifornirsi della droga dalla Calabria utilizzava un incensurato che si spostava tra i comuni di Africo Nuovo, Bianco e Bovalino. A novembre 2009 i carabinieri intercettano una trasferta: in quell’occasione gli indagati vengono trovati senza droga, ma avevano dietro 10 mila euro in contanti. Le intercettazioni chiudono il cerchio sul gruppo criminale organizzato in maniera verticistica, con i fedelissimi che seguivano le direttive imposte dai capi e poi spacciatori e fornitori).

Ma torniamo al ruolo delle donne. Casella e Ferlisi potevano contare – secondo gli investigatori – sulla stretta collaborazione delle loro rispettive compagne Adriana Caruso e Giusy Lazzara (non destinataria di questa misura cautelare) che facevano da “collante” anche quando i partner si trovavano detenuti. Un’altra figura femminile è Giuseppina Parisi che oltre a ricevere i rifornimenti di droga era riuscita con l’aiuto del figlio a crearsi una precisa rete di approvvigionamento autonoma con Catania. Inequivocabile un’intercettazione dove una delle indagate rimprovera uno dei sodali che si era permesso di “utilizzare un tono poco consono al fatto che stava parlando con una donna”.

L’accusa contestata dal pm Lina Trovato è di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti (eroina, cocaina e hashish), con l’aggravante della disponibilità di armi. Due indagati sono al momento latitanti. Nel corso dell’inchiesta i carabinieri hanno effettuato dieci arresti in flagranza e sequestrato 200 grammi di cocaina e 80 di eroina. Sequestrata anche una pistola calibro 6,35 e munizionamento.  Dalle intercettazioni è emerso il linguaggio in codice utilizzato per eludere i controlli delle forze dell’ordine: “cavalli”, “cavallo piccolo”, “giumenta”, per indicare quantità e droga, oppure “motore”, “centralina” per indicare la qualità. Le intercettazioni hanno trovato ampio riscontro nelle indagini, come nel caso in cui i militari hanno trovato nella stalla di Casella della droga nascosta sotto il letame.

I nomi degli arrestati: Venerando Alfò, 37 anni; Corrado Alicata, 36 anni; Marco Ben Maatoug, 32 anni; Massimo Buscemi, 37 anni; Adriana Caruso, 31 anni; Giuseppina Caruso, 38 anni; Corrado Casella, 37 anni; Carmen Coffa, 38 anni, detenuta per altra causa presso la casa circondariale di Trapani; Sebastiano Coffa, 36 anni, detenuto per altra causa presso il carcere di Vibo Valentia; Giuseppe Coniglione, 55 anni, agli arresti domiciliari; Antonietta Di Maria, 53 anni; Nunziatina Di Rosa Nunziatina, 37 anni; Corrado Ferlisi, 36 anni, detenuto per altra causa nel carcere di Siracusa; Paolo Iacono, 38 anni; Salvatore Iacono, 46 anni, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno; Duccio Morale, 34 anni; Vincenzo Morale, 47 anni; Giuseppina Parisi, 44 anni; Marco Piccione, 28 anni; Salvatore Santostefano, 35 anni; Fabio Alfio Sciuto, 37 anni; Stefania Silvia, 27 anni; Sebastiano Sinatra, 25 anni; Andrea Virzì Laccania, 53 anni.

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