"Picchiato selvaggiamente chi | provava a salire dalla stiva"

“Picchiato selvaggiamente chi | provava a salire dalla stiva”

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i volti degli scafisti
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Fermati otto scafisti. Provvedimento di respingimento per 116 marocchini. TUTTI I PARTICOLARI

La strage dei migranti
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3 min di lettura

CATANIA – Colpi di cinghia e calci per chi tentava di risalire dalla stiva dove erano ammassati e non si respirava. Ancora orrore quello che emerge dalle indagini svolte dal Gico della Guardia di Finanza e dalla Polizia sulla tragica traversata del barcone dove hanno perso la vita, soffocati, 49 uomini di diverse nazionalità.  Dalle testimonianze e dagli elementi probatori raccolti, anche dall’equipaggio della Siem Pilot, gli inquirenti sono arrivati a identificare otto presunti scafisti, tra cui il comandante del barcone di 13 metri dove viaggiavano i 313 sopravvissuti soccorsi dalla nave Cigala Fulgosi della Marina Militare Italiana il giorno di Ferragosto.

Gli otto indagati sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di omicidio volontario plurimo. Tutti giovanissimi i fermati: il presunto comandante del barcone sarebbe il 20enne marocchino Ayooub Harboob, mentre l’equipaggio sarebbe stato composto dal Tarek Jomaa Laamami, 19enne libico, Mohamed Assayd, 18enne libico, Alì Farah Ahmad, 18enne libico, un 17enne libico (J. M. le iniziali), Abd Arahman Monssif, 18enne libico, Mustapha Saaid, marocchino di 23 anni, Isham Beddat, 30anni originario del Marocco.

Doveva essere mantenuto ordine a bordo e “per questo i migranti che tentavano di emergere dalla stiva – afferma il procuratore Michelangelo Patanè durante la conferenza stampa – erano picchiati duramente. Molti testimoni raccontano di calci e pugni subiti dalle vittime soffocate nella stiva. Tra i migranti ascoltati ci sono diversi parenti dei migranti deceduti: è stato necessario, infatti, un supporto psicologico”.

Sul costo della traversata e sui diversi prezzi del “biglietto” a seconda del posto nel barcone (meno in stiva, più caro sul ponte) il questore Marcello Cardona ha precisato che “non ci sono riscontri concreti” ma si basano su alcune interviste raccolte nell’immediatezza dal personale a bordo della Siem Pilot (che opera nella missione Triton e nel dispositivo di sicurezza Frontex) e che “saranno messe a disposizione dei pm Alessandro La Rosa e Alessandro Sorrentino”.

Fondamentale nella celerità delle indagini la presenza a bordo del pattugliatore norvegese di un militare della Guardia di Finanza “con funzioni di collegamento – spiega Alberto Nastasia, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza di Catania – che ha permesso di acquisire i primi elementi d’indagine già subito dopo il soccorso in mare”. “L’imbarcazione (che è stata sequestrata) era priva di qualsiasi norma di sicurezza” – precisa il contrammiraglio Nunzio Martello, della Direzione Marittima della Sicilia Orientale.

Sui 49 corpi saranno eseguiti gli esami cadaverici esterni, l’autopsia sarà riservata alle vittime dove saranno riscontrate particolari ferite o traumi. Questo permetterà di poter terminare il lavoro del medico legale in pochi giorni e poter dunque proseguire con la sepoltura delle salme.

Un fatto nuovo e che sarà approfondito dagli inquirenti è stato la forte presenza di marocchini a bordo dei due barconi in viaggio verso le coste europee. “Si tratta di clandestini” – afferma il Questore Cardona – “e per questo ho emesso un provvedimento urgente di respingimento e rimpatrio. Abbiamo lavorato fino a notte fonda, e per questo ringrazio anche l’Arma dei Carabinieri, per trasferire 116 marocchini al Cie di Trapani. Da lì dopo essere stati ascoltati saranno imbarcati in un volo charter ad hoc per il ritorno in Marocco”.

 

 

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