CATANIA – Le intercettazioni piazzate dalla Mobile avevano inchiodato Cosimo Scuto e Giovanni Papa e l’anno scorso, ad Agosto, erano finiti in manette con l’accusa di tentata estorsione aggravata per aver minacciato – secondo gli inquirenti – l’ex datore di lavoro al fine di ottenere una somma di denaro.
Il processo ha rimodulato le contestazioni e il Gup Maria Paola Cosentino ha emesso una sentenza di condanna solo per lesioni, 10 mesi di reclusione per Scuto e 11 per Papa. “L’accusa di estorsione è stata riqualificata dal Giudice in esercizio arbitrario delle proprie ragioni – spiega l’avvocato Francesco Marchese, uno dei difensori di Papa insieme al legale Giovanna Aprile – Il Gup, dunque, accogliendo le tesi difensive ha ritenuto non sussistente il reato di estorsione trattandosi in effetti di questioni di dare e avere tra le parti e non si atti di violenza o minaccia tesi a farsi consegnare delle somme senza alcun titolo e ha dichiarato pertanto il non doversi procedere, data la mancanza in atti della querela in relazione al reato di esercizio arbitrario così come dallo stesso giudice riqualificato”. La tesi difensiva è stata seguita anche dai legali dell’altro imputato, gli avvocati Maria Fallica e Giovanna Aprile.
Nell’operazione la polizia aveva tratto in arresto eseguendo una misura cautelare emessa dal Gip anche Andrea Diego Cutuli e Alfio Concetto Saitta, i presunti fiancheggiatori sono stati prima scarcerati dal Tribunale del Riesame e poi prosciolti in istruttoria.

