Bocciato il piano "salva ospedali" |Schiaffo per 1500 medici siciliani

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L'associazione Equomed: "Assistiamo a un balletto stucchevole da parte delle istituzioni preposte".

 

incerto il futuro dei precari
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2 min di lettura

CATANIA – La bocciatura da parte del ministero della Salute del cosiddetto piano “salva ospedali” della regione Sicilia è l’ultimo schiaffo ricevuto da quasi 1500 tra medici e personale ospedaliero rispetto alle prospettive di stabilizzazione. Con la bocciatura romana si è palesata una volta di più la debolezza dell’azione del governo regionale in tema di sanità. Ormai si va avanti da mesi con un balletto stucchevole di nomine annunciate e revocate, a ciò si aggiunge una progettualità in ambito sanitario che allo stato attuale risulta essere evanescente e incapace di affrontare e risolvere le gravi problematiche relative alla rete ospedaliera dell’isola. Accorpare le realtà ospedaliere medio-piccole, al di sotto dei 120 posti letto, per decreto senza coinvolgere le comunità in cui operano e i soggetti interessati si era già rivelato un errore nella prima fase di stesura del decreto. La bocciatura del ministero deve portare a un ripensamento nell’ottica della promozione della “serenità” del lavoro da parte degli operatori del settore, che produce di conseguenza un innalzamento della qualità dei servizi erogati ai cittadini. Per questo come associazione Equomed esprimiamo preoccupazione per le sorti delle realtà ospedaliere che la bocciatura del piano mette in discussione, e non nascondiamo profonda amarezza per la gestione della sanità siciliana sin qui portata avanti dall’assessorato come dal governo regionale; l’ultima rilevazione del CENSIS infatti mostra che vi è una ripresa delle migrazioni dalla Sicilia verso il centro-Nord per la ricerca di cure e strutture sanitarie adeguate. Auspichiamo che l’assessore Borsellino quanto prima renda noto come intende salvaguardare la prospettiva lavorativa di oltre 1500 precari della sanità e garantire la qualità dei servizi. Temiamo che questa risposta possa risultare tardiva e speriamo di essere smentiti. Per questo ci appelliamo a tutte le istituzioni che già nel recente passato, sulla vicenda del DPCM sui medici precari, hanno dimostrato sensibilità e attenzione affinché ci diano nuovamente sostegno nella battaglia per la difesa della sanità siciliana.

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