Pulvirenti: "Presto novità" |Cgil: "Riparte o no?"

Pulvirenti: “Presto novità” |Cgil: “Riparte o no?”

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Rompe il silenzio il presidente Antonino Pulvirenti sul futuro della compagnia aerea anche se concede poche parole. Il lavoro per la ripartenza continua e nel futuro prossimo qualcosa si potrebbe sbloccare. I sindacati però non vogliono più aspettare. De Caudo (Cgil) chiede certezze sul rilancio.

CATANIA – Sulla vicenda Windjet è calato il muro del silenzio da mesi. Dopo l’ultima intervista a Antonio Pulvirenti sulle pagine di Panorama dove prometteva di far decollare il primo airbus entro il 31 dicembre del 2012 ne è passata acqua sotto i ponti. Ieri il presidente del Calcio Catania ha partecipato ad una conferenza stampa e l’occasione è stata ghiotta per capire a che punto è la trattativa per la nascita della famosa newco. La risposta è quasi un sussurro, un monosillabo: “Per il momento non ci sono novità”. Potrebbe finire lì, ma invece la frese continua: “Ma presto ce ne saranno, spero molto presto”. Insomma rassicura Pulvirenti: il management continua a lavorare e, qualcosa, (presto) potrà cambiare. L’interrogativo resta il quando.

Ad attendere, ansiosi, sono i dipendenti della lowcost catanese che hanno appena ricevuto la notizia della firma del decreto che ha sbloccato la cassa integrazione. “Vogliamo chiarezza, vogliamo capire se l’azienda riparte o no – dichiara a LiveSiciliaCatania, Carmelo De Caudo della Filt Cgil, che lancia un appello – lo dica esplicitamente Pulvirenti cosa sta succedendo”. Le prove però che si sta cercando di rilanciare la società c’è. “Sappiamo per certo – continua De Caudo – che il management ha già depositato l’organigramma all’Enac della newco”. Insomma, Pulvirenti e i suoi fidati dirigenti hanno già comunicato all’Ente nazionale aviazione civile quali sono le figure aziendali per far ripartire il vettore, ma questo non è sufficiente per avere autorizzazioni e licenze. “Vogliamo sapere – incalza il sindacalista – se ci sono ancora le condizioni economiche e anche politiche per far ripartire la compagnia aerea. E’ necessario avere queste informazioni per permetterci di poter avviare quel percorso suggerito ad Agosto la Sac che prevedeva di incentivare tutti i vettori che posseggono slot su Catania ad assumere i dipendenti Windjet”.

Il rischio, infatti, è che il tempo passa e che i lavoratori restano fuori dal mercato. La posizione della Cgil è condivisa anche dalla Cisl che proprio la settimana scorsa attraverso una nota firmata dal segretario provinciale Rosaria Rotolo e da Mauro Torrisi, della Fit hanno evidenziato che: “È assolutamente importante che Wind Jet possa ripartire: lo è per noi, per tutti i lavoratori coinvolti, ma lo è anche per la città di Catania. È necessario riaccendere i riflettori e riprendere un confronto serrato con la proprietà proprio per l’importanza che rappresenta il futuro della compagnia e per le ricadute sull’occupazione e sullo sviluppo legato al destino dell’aeroporto di Catania. I problemi sono complessi – avevano scritto – e di diversa natura, ma il tempo passa inesorabile e, nel frattempo, le tratte sono state ricoperte da altre compagnie e della ripartenza di Windjet non c’è alcuna previsione. Da qui, la necessità di riconsiderare la proposta fatta da Sac”.

Due sono i fronti da chiarire: il lato economico e quello politico. “L’Enac – spiega De Caudo – ha bisogno di una garanzia di natura finanziaria per la copertura dell’operatività di sei mesi del vettore aereo”. Allora la domanda è: ci sono le risorse economiche per 120 giorni? “Un’altra incertezza – si interroga il sindacalista – è il supporto della Regione. Le promesse fatte dall’ex Presidente sono ancora valide visto che la compagine di Governo è totalmente cambiata con il voto del 28 ottobre?”. Le risposte, però, le possono dare solo i diretti interessati. Al momento resta la certezza che il presidente Antonino Pulvirenti non ha mollato e crede ancora nella ripartenza. E chissà che qualche imprenditore non abbia risposto a quell’annuncio pubblicato sul Sole24Ore e sul Financial Times il 30 novembre 2012 dove era scritto “L’azienda intende verificare e vagliare eventuali offerte di acquisto dei complessi aziendali, eventualmente suddivisi in uno o più rami”. Secondo le dichiarazione del Presidente lo sapremo “presto”.

 


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