GIARRE – “Sono sicuro che se quanto sta accadendo nei comuni dell’Etna fosse accaduto al Nord, ci sarebbe stato un intervento di massa. Anche con l’esercito”. Un messaggio pesantissimo quello che viene da Giarre. Il sindaco Angelo D’Anna alza il tiro e chiede invio (immediato) di “uomini e mezzi” per la rimozione della cenere vulcanica che dopo l’ultimo parossismo della notte è caduta nei vari comuni.
A Giarre la situazione è di vera emergenza. Le zone più colpite sono quelle di Trepunti, San Leonardello e Carruba. “In alcune parti si sono accumulati oltre due chili e mezzo di materiale piroclastico in un metro quadrato”, denuncia D’Anna. Una situazione insostenibile, anche a livello economico.
Il dialogo con le Istituzioni non avrebbe portato a nulla. Se non ad un anticipo di 170 mila euro circa. Molliche a fronte di un calcolo di spesa che si aggira sul milione e mezzo di euro. “Noi abbiamo necessità come comuni di essere supportati per affrontare una situazione che è di emergenza”, tuona il sindaco di Giarre. “Non abbiamo mezzi, non abbiamo soldi e non abbiamo strumenti”.
Un’emergenza anche sanitaria. “Sapete che la cenere può portare anche problemi alla salute dei cittadini – dice D’Anna – meno male che dobbiamo indossare le mascherine per il covid. Io invito a continuare a indossarla all’aperto soprattutto nelle zone colpite dalla ricaduta di cenere”.
La cenere provoca anche problemi a diverse imprese, soprattutto a quelle attività che operano all’aperto.
“Ho contattato Anas, Prefettura, Protezione Civile Regionale, ho sentito i miei colleghi. Noi da soli non possiamo più fronteggiare questi problemi, qualche giorno fa una trentina di sindaci ha scritto una lettera molto pesante alle autorità. Il nostro appello è rivolto alla Regione e al governo centrale”. Gli interventi devono essere immediati “altrimenti – annuncia il sindaco – proporrò alle forze sindacali, imprenditoriali e ai sindaci di mobilitarci”. La misura è colma.
