"A doppia mandata"

“A doppia mandata”

“A doppia mandata”
La storia di un amore tormentato e la difficoltà di scegliere
Il romanzo
di
2 min di lettura

Non ci sono irredimibili. Si può imboccare un’altra strada. Serve volerlo. Volere cosa? Una cosa straordinaria, la normalità. Mica facile. Chiedetelo a Enzo Mignosi. In libreria c’è il suo romanzo. Il titolo è enigmatico ma alla fine se ne scoprirà il senso.

“A doppia mandata” (Ianieri Edizioni, pp.308, euro 19) è la storia di un amore tormentato, uno di quegli amori che nascono in maniera imprevedibile. Ed è un guaio perché siamo nella Palermo degli anni Ottanta, la Palermo della guerra di mafia, nei tempi in cui in città si contano almeno duecento morti l’anno. È un guaio perché lui è un killer, un ragazzone truce ma ricco di fascino. Lei è una donna delicata e sensibile, insegna musica, legge i classici, vive la vita delle persone normali.

Lui si chiama Lillo, lei Marinella. Marinella non sa niente di Lillo, non si fa domande, se non quelle che la richiamano ai suoi doveri di donna sposata. Non dovrebbe vivere quella relazione ma gli occhi magnetici e ribelli di Lillo abbattono tutte le barriere. Si amano intensamente ma appartengono ad ambienti distanti anni luce e non possono legarsi in un rapporto che sembra impossibile.

Lo capiscono entrambi quando, in uno dei capitoli più drammatici del libro, l’assassino confessa la sua identità di sterminatore di vite innocenti. Marinella subisce uno shock violento ma lui non vuole perderla. Ha scoperto il mondo dei sentimenti e pur di trattenerla con sé è disposto a cambiare vita. Ci sono però regole da rispettare. Un killer non può voltare le spalle ai suoi compagni d’armi, al capo, alla “famiglia” che lo ha allevato e cresciuto facendone un picciotto di rispetto. Il codice d’onore non lo permette.

Fuggire? E Marinella? Che ne sarà di lei? È il momento delle scelte difficili che aprono scenari inattesi. Il finale è a sorpresa e riserva un doppio colpo di scena. Doppio proprio come anticipa quel titolo misterioso.

Il libro di Mignosi, per diversi anni cronista del Giornale di Sicilia e corrispondente dall’isola del Corriere della Sera, ha la forza della schiettezza. Il tratto nitido del racconto del cronista si unisce alla capacità di trasportare il lettore altrove. Ed è questa la vera forza del libro.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI