PALERMO – A Palermo arriva la connessione internet ultraveloce. Firmata a villa Niscemi l’intesa fra Comune e Open Fiber, società compartecipata da Enel e il gruppo Cassa depositi e prestiti, per la costruzione di una rete che sarà in grado di supportare velocità di navigazione internet altissime. A presentare il progetto il sindaco Leoluca Orlando, l’amministratore delegato di Open Fiber Tommaso Pompei, insieme ai dirigenti comunali Gabriele Marchese, dell’area tecnologia e comunicazioni e Maria Mandalà delle attività produttive. I lavori sono già partiti ad inizio gennaio e con un investimento di 90 milioni di euro da parte di Open Fiber la città potrà beneficiare di una rete a banda ultra larga in fibra ottica.
Le implicazioni pratiche saranno sostanziali sia a livello imprenditoriale che per il semplice cittadino: “Sappiamo bene che Palermo è un nodo fondamentale per la Sicilia, e ha bisogno di essere supportata da una rete al passo con i tempi – ha dichiarato durante la conferenza di presentazione Tommaso Pompei, amministratore delegato di Open Fiber – Avere la fibra ultra veloce in città non è necessario solo per scaricare file e film, l’infrastruttura renderà veloci tutte le attività dei cittadini e degli imprenditori palermitani”. I numeri sono importanti: più di mille chilometri di rete interrata, 224 mila abitazioni interessate, mille i posti di lavoro che l’opera potrebbe generare tra tecnici e operai. Il progetto verrà sviluppato in circa due anni: Oper Fiber si è impegnata ad effettuare una copertura del 50 per cento delle abitazioni entro dicembre 2017 e dell’ottanta entro aprile 2019.
I nodi principali dai quali si ramificherà la rete sono stati individuati in quattro precise zone della città dove intanto sono già stati aperti circa 25 cantieri: Brancaccio, Tommaso Natale, Rocca, quindi zona corso Calatafimi e Monreale, e zona Cusmano. “Deve essere chiaro – ha sottolineato Pompei – questa rete sarà distribuita in maniera omogenea, niente fibra ultraveloce presente in città a macchia di leopardo”. La stessa infrastruttura infatti, grazie al protocollo firmato con il Comune di Palermo al fine di snellire il processo autorizzativo, potrà riutilizzare per il passaggio della fibra ottica le vecchie reti idriche e di gas della città oltre alle esistenti infrastrutture per il passaggio della rete elettrica.
La nuova infrastruttura verrà poi affidata ai principali provider del mercato italiano. Al momento, a lavori finiti, saranno Wind, Vodafone e Tiscali, che hanno già firmato un contratto con Open fiber, ad aggredire il mercato palermitano proponendo contratti ai cittadini. “Un nuovo passo è stato fatto per la modernizzazione di questa città – ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando presente all’incontro – Anche questo progetto rientra nella visione d’insieme che ho di questa città. Un luogo in cui innovazione e radici si mescolano per creare una città nuova e più in sintonia con il mondo. Questa è una straordinaria occasione di riscatto, ma soprattutto un’opportunità che offriamo ai cittadini di Palermo, per non rimanere indietro rispetto alle altre città d’Italia e del mondo”.
“Insieme alle strade e al tram, Palermo si appresta ad avere un’altra rete che consentirà ai cittadini di muoversi in città – ha sottolineato Gabriele Marchese, dirigente dell’area tecnologia e comunicazione del Comune – questo è un evento unico e fondamentale e dimostra l’impegno dell’amministrazione a restituire ai cittadini una città al passo con i tempi”. Ma Open Fiber non ha investito solo su Palermo: già partiti i lavori su Catania, dove l’investimento ammonta a circa 70 milioni di euro, a Siracusa e Messina. “Ma il nostro obiettivo sarà quello di costruire una rete in tutta la Sicilia – ha spiegato l’ ad di Open Fiber Pompei – stiamo partecipando infatti alle gare d’appalto per quelle zone classificate come a fallimento di mercato. Aree dove i privati non investono e quindi subentra lo Stato. La nostra quindi – ha concluso Tommaso Pompei – è anche un’operazione culturale mirata alla digitalizzazione complessiva del territorio italiano”.

