Agata e cultura, digitalizzato| l'affresco del Platania - Live Sicilia

Agata e cultura, digitalizzato| l’affresco del Platania

"Quel dipinto - spiega monsignor Gaetano Zito - raffigura il grande legame storico che c'è sempre stato tra Catania e la sua Santa Patrona”. Segui via twitter #LiveSagata

Verso il 5 febbraio
di
2 min di lettura

CATANIA – É sempre più la promozione culturale il motore dei festeggiamenti agatini per l’anno 2014. Presentato stamani in conferenza stampa, il progetto di digitalizzazione in alta risoluzione dell’affresco presente nella sagrestia della Cattedrale catanese e confezionato nel 1669 dall’acese Giacinto Platania. L’opera rappresenta Catania durante una delle tante eruzione dell’Etna e la fuga dei suoi abitanti via mare, per scampare al fiume di lava che sta invadendo il centro cittadino. “Abbiamo voluto offrire ai catanesi la possibilità di rendersi conto di cos’era davvero questa città in quel periodo”, lo ha detto monsignor Gaetano Zito, storico e preside dello Studio teologico San Paolo, presentando l’iniziativa. “Grazie a questa digitalizzazione, tutti potranno usufruire di quest’opera straordinaria e coglierne alcuni dettagli davvero esilaranti, non facilmente visibili a occhio nudo. Si vedono i volti, le espressioni del viso, il pathos, di quella gente in fuga. Accanto al vescovo che scorta le suore di clausura – sottolinea Zito – si nota addirittura un uomo con gli occhiali. Questo è un particolare assai curioso”.

La realizzazione della digitalizzazione è avvenuta grazia alla collaborazione tra la Cattedrale e Officine culturali, associazione impegnata nella promozione del patrimonio artistico catanese e già da tempo attiva all’interno dell’ex monastero dei Benedettini. “Ci sono volute tre notti piene, per fotografare tutto l’affresco”, racconta ancora Zito. “La delicatezza degli strumenti utilizzati non permetteva di svolgere tali operazione mentre la Cattedrale era aperta al pubblico”. C’è tuttavia un nesso che lega i festeggiamenti agatini alla promozione dell’affresco del Platania. Ed è ancora il preside del San Paolo a spiegarlo: “La fine dell’eruzione del 1669, secondo la tradizione, è da attribuire ad Agata. Ancora oggi, la processione del 4, quando passa da via Plebiscito, effettua lo stesso percorso di quella colata. Insomma – sottolinea Zito – quel dipinto raffigura il grande legame storico che c’è sempre stato tra Catania e la sua santa patrona”.

Gaetano Zito, Barbaro Scionti e Claudio Baturi, durante la conferenza stampa.

La promozione della cultura va tuttavia a braccetto con il progetto di trasformare sempre più i festeggiamenti agatini in una grande opportunità di diffusione della fede cristiana. “Ai devoti chiediamo di fare un salto, diventare degli evangelizzatori”. Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale, non ci gira attorno. Sono queste le parole utilizzate per annunciare l’evento notturno messo in cantiere per sabato 25. “Durante quella serata, quattro chiese dedicata ad Agata – spiega – resteranno aperte dalle nove di sera.  Ci sarà l’adorazione eucaristica. Saranno i componenti delle associazioni agatine ad animare la serata. Non, però, restando tra i banchi, ma andando tra le strade e invitando le persone ad entrare e pregare. É la prima volta che variamo una iniziativa di questa portata. E speriamo proprio che in quella serata, i devoti di Agata faranno tantissime volte avanti e indietro, portando fedeli e alzando preghiere”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI