Sicilia, AstraZeneca sospeso sotto i sessant'anni

La Sicilia sospende AstraZeneca sotto i sessant’anni

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Commenti

    E poi si dice che bisogna avere fiducia……….. U megghiu è un carduni

    certo perchè quelli sopra i 60 anni sono vicini alla pensione, cosi’ risparmiano!

    la somministrazione del vaccino deve essere preceduta da una valutazione clinica del proprio stato di salute con il proprio medico curante con l’eventuale consulenza di specialisti.

    Si certo, così la campagna vaccinale finisce nel 2025…

    Infatti! Questo incrementa il rapporto benefici/rischi (benefici per l’Inps).

    Gli over 60 non sono cavie, dateci Pfizer e Moderna e completerete il quadro vaccinale…. ma non lo avete ancora capito????? Vi faccio un disegnino?

    Non c’entra nulla l’essere cavia, si tratta di effetti collaterali che negli Over60 non sembrano esserci. Fino ad ora i decessi sono avvenuti tutti sotto i 60 anni. Sono però convinto che tale vaccino debba essere ritirato dal commercio perché pericolo a prescindere dall’età…

    Sapete cosa vi dico?………….Vaccinatevi Voi, cominciando dal premier Draghi, dal generale Figliuolo e dal ministro Speranza……

    Guarda che Draghi, Figliuolo e Speranza, si sono vaccinati proprio con astrazeneca.

    mica lo vengono a dire a te che si sono vaccinati, per me poteva essere pure una puntura a contenuto fisiologico con etichetta astrazeneca

    Sotto i sessanta AstraZeneca non è cosa. Così hanno deciso i tuttologi, come li definisce il dottor Costa. E in chiave calcistica, come dice sempre il dottor Costa, ora si ritrova 0-1: durante la partita non si parla… troppo.

    Assolutamente ridicolo fermare AstraZeneca.
    Come al solito si fanno le cose basando le decisioni sugli umori di pancia, non sulla scienza. Ribadisco R-I-D-I-C-O-L-I

    Perché se lo chiedesse, ho meno di 60 (parecchio meno), e ho fatto AZ senza pensare neanche per un attimo di non farlo

    Speranza dimettiti, ci stai facendo impazzire senza indicazioni chiare da roma

    Il virus si può evitare e prima o poi finirà… Ma quello che ti sparano nelle vene ormai cel’hai dentro e non sai nemmeno cos’è… Facciamoci due conticini…

    Ecco qua, però poi passiamo per no vax e complottisti. Io per questo schifo non mi vaccino. Per il green pass che è un imposizione, per le regioni che fanno a gara tra di loro a chi ne fa di più tipo gran premio di formula uno. Sono schifiato. Non sono un no vax, Non sono un no vax, Non sono un no vax, ma nemmeno sono un cretino che cala la testa a tutto!

    io mi voglio vaccinare, ma c’è una fila lunghissima, piu’ lunga dei famosi telefonini, il problema che accade a me, è che mentre sono in fila e devo uscire per andare a fare i bisogni, subito vengo rimpiazzato da altri, poi ci sono i furbastri che scalano le file, mannaggia mi tocca ricominciare l’attesa dall’ultimo posto, speriamo che queste file si smaltiscono, sembra di essere in coda fra Roncobilaccio e Barberino del Mugello

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Un mandato per cambiare davvero Caro Direttore, Montalto dice una cosa essenziale: il primo passo deve farlo la politica. Allora una provocazione: e se la Sicilia fosse la prima a scegliere il mandato unico? Un solo mandato per governare e realizzare, senza un secondo mandato da preparare. L’“anno bianco di fatto” sembra già iniziato: bis, candidature, liste, alleanze e posizionamenti occupano la scena. Tempo ed energie che rischiano di essere sottratti ai problemi per consolidare la propria posizione. Con il mandato unico ci sarebbe una sola scadenza e un solo modo per prepararla: lasciare risultati consolidati. Risultati capaci di aprire la strada al partito che ha governato bene, non al singolo che vuole continuare a governare. Del resto, i partiti hanno sicuramente un numeroso vivaio di possibili presidenti. Sfruttiamolo. Cinque anni per governare, poi spazio a un altro. Il consenso premi i risultati e il progetto politico che li ha prodotti, non la permanenza di chi occupa la carica.

No. Non siamo nella condizione di fare, ma neanche pensare di fare tutto quello di molto interessante che ormai leggiamo quasi quotidianamente su Live. Ci pesa il culo, no nel senso di fortuna, ma nel senso vero e proprio della parola, quindi fisico, di dimensioni, di ingombro: il passato. Tanti anni fa mi è capitata fra le mani una “Storia di Sicilia” con il sottotitolo “come storia del popolo siciliano”. In realtà la nostra storia l'hanno fatta altri, noi siamo un popolo di conquistati che si è dovuto “adattare” agli invasori, ma che oggi si racconta d'essere stato un popolo accogliente, e udite, udite!, che è sempre stato tutt'uno col conquistatore di turno. In realtà, loro i padroni, noi... i servi. Questo spiega come sia possibile che distinti signori come Musumeci e Schifani siano ancora sulla breccia ad altissimi livelli e che il presidente del Consiglio e i suoi Fratelli siano intenti ad occupare Palazzi romani nonostante abbiano da un punto di vista astrologico come ascendente il Partito nazionale fascista, partito scomparso oltre 80 anni fa, ma soprattutto condannato dalla Storia, e come discendenti tutti gli altri a seguire senza soluzione di continuità. Con questo passato e questo presente non c'è futuro. *suono onomatopeico per dire no, “può essere accompagnato da un leggero e rapido movimento della testa all'indietro”.

Ovviamente la priorità non è il ponte sullo stretto di Messina considerato che il bene primario dell'acqua non è garantito ogni giorno a quasi la maggioranza dei Siciliani.. Spero che dopo tanto spreco di risorse si pensi a garantire l'acqua a tutti, come si garantisca a tutti il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente. Ma che accada è solo utopia. Se fossi un deputato dell'Ars mi vergognerei di percepire 12/13mila euro al mese quando ci sono troppi Siciliani in povertà assoluta

Sono i comportamenti che contano Caro Direttore, Pietro Bartolo merita qualcosa di più di una valutazione di programmi e numeri. Quando parla di dignità, accoglienza, salute e giovani, parla di ciò a cui ha dedicato concretamente una parte importante della propria vita. Alla fine sono i comportamenti che contano. E la Sicilia è ricca di persone che hanno dimostrato con i fatti cosa significhino responsabilità e impegno civile. Questa volta vorrei parlare soprattutto delle donne, forse meno ricordate di quanto meriterebbero: Elda Pucci, Pina Maisano Grassi, Letizia Battaglia. Tre donne diversissime che, ciascuna nel proprio campo, hanno trasformato convinzioni e responsabilità in comportamenti. Bartolo appartiene alla stessa Sicilia: quella di chi non si limita a dire ciò che dovrebbe essere fatto, ma lo testimonia con la propria vita. È una Sicilia ricca di donne e uomini capaci di autentica abnegazione civile. E forse dovremmo cominciare più spesso da loro quando cerchiamo di capire non soltanto quale Sicilia vorremmo, ma quale Sicilia esiste già.

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