Akragas: silenzi e caos |Addio ai 'pro' a un passo - Live Sicilia

Akragas: silenzi e caos |Addio ai ‘pro’ a un passo

Il club biancazzurro sull'orlo del baratro: conti in ordine ma non ci sono i fondi.

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AGRIGENTO – Scorrono i giorni e sembra sempre più lontana l’iscrizione dell’Akragas alla prossima Serie C. Non arrivano novità da Silvio Alessi, intervenuto ieri al sit-in organizzato dai tifosi agrigentini, questa volta presenti in massa per smuovere le coscienze di imprenditori locali e non per una situazione che però sembra ormai decisa. A due giorni dalla chiusura dei termini per l’iscrizione, infatti, non trapelano buone notizie.

Marcello Giavarini ha definitivamente ceduto le sue quote “allo scopo di volere agevolare ad investire nell’Akragas gli imprenditori agrigentini o le famose cordate, di cui non ho mai avuto il piacere di conoscere ma ne ho solo sentito parlare attraverso i siti internet, come ho già reso noto in diverse occasioni – ha scritto in una nota – cedo le mie quote del 54% al prezzo simbolico di 1 euro. Ed ancora mi impegno a cancellare il debito che l’Akragas ha nei miei confronti, rinunciando ai soldi che ho investito nella società biancoazzurra e dono tutto all’Akragas”. Di cordate e imprenditori però non c’è traccia a pochi giorni dalla chiusura dei termini e la paventata non iscrizione sembra divenire realtà a breve. “Oggi non abbiamo la possibilità di iscriverci – ha spiegato ieri Silvio Alessi intervenuto al sit-in dei tifosi agrigentini – ma oggi dobbiamo fare i conti con chi ha promesso dei soldi che poi non ha mandato, io e Giavarini siamo stati ingannati e adesso ci troviamo da soli”.

Non sembra chiudersi bene l’avventura di Giavarini e Alessi al timone del Gigante, con l’imprenditore bulgaro che anche su Facebook rimarca la sua delusione per un presunto inganno perpetrato a lui e alla dirigenza. La società oggi ha però tutti i conti in ordine, e anche negli ultimi giorni in molti sperano ad un salvataggio in extremis, una pratica che però sembra ancora lontana. Silvio Alessi ha più volte detto di essere lasciato solo da parte delle istituzioni, dalle amministrazioni e dagli imprenditori locali. Alla fine dei conti, c’è solo il silenzio attorno all’Akragas, silenzio che si scontra con la rabbia dei tifosi, sempre più infastiditi per una situazione sulla quale c’è poca chiarezza.


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