PALERMO – “Ecco cosa resta dopo il Mercato del Baratto, all’Albergheria, la domenica pomeriggio, mercato che l’amministrazione comunale ha voluto sperimentare, non tenendo conto dei disagi che avrebbero potuto vivere i residenti”. Lo dice in una nota il vicepresidente della Prima circoscrizione Ottavio Zacco. “Io non sono contro chi cerca di lavorare per mantenere la famiglia, ma questo deve essere fatto nella legalità, rispettando chi vive il quartiere, rispettando la città, rispettando le regole minime di civiltà, cosa che purtroppo non succede in questo pseudo mercato del baratto, dove in realtà di baratto c’è poco – dice il vicepresidente – occorre regolamentare il mercato attribuendo la giusta denominazione e quindi il mercato dell’usato e non del baratto, che sicuramente non può stare all’interno del Centro Storico, dove c’è la cultura, la storia della nostra città, e dove i turisti si aspettano palazzi storici, chiese storiche e invece trovano una situazione da terzo mondo, e dove i cittadini che non hanno nulla di diverso rispetto ai cittadini di Viale Libertà. Devono poter essere liberi di vivere nella civiltà, in sicurezza, nella pulizia, e invece spesso succede che chi abita lì si vergogna anche di invitare gente a casa, perchè non sembra di essere in una città europea, mentre i bambini del quartiere crescono in un ambiente dove abbandonare i rifiuti per strada è normale, dove chi vende questi oggetti recuperati tra i rifiuti della città, dopo aver finito le loro ore lavorative, abbandonano la merce invenduta per strada, nell’indifferenza di tutti. Più volte si è affrontato l’argomento, ma purtroppo se non c’è la volontà politica di risolvere il problema non si otterrà mai nulla, per questo ho proposto di spostare il mercato in un’area di un parcheggio fuori dal Centro Storico, regolamentandolo e controllandolo seriamente, nei fine settimana, riconsegnando al quartiere Albergheria la dignità che merita”.
"Ecco cosa resta dopo il Mercato del Baratto, all'Albergheria, la domenica pomeriggio, mercato che l'amministrazione comunale ha voluto sperimentare, non tenendo conto dei disagi che avrebbero potuto vivere i residenti".
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