Pestato e ucciso in discoteca | Verità choc sulla morte di Aldo Naro - Live Sicilia

Pestato e ucciso in discoteca | Verità choc sulla morte di Aldo Naro

L'avvocato Maurizio Di Marco

È il drammatico esito a cui giungono i carabinieri di Palermo che hanno chiuso la prima parte delle indagini sull'assassinio del giovane neolaureato in Medicina avvenuto al Goa. Ci fu "una brutale aggressione da parte degli addetti alla sicurezza". Altre persone ora rischiano di finire sotto inchiesta.

PALERMO - L'OMICIDIO AL GOA
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PALERMO – Prima che un calcio mortale alla testa spegnesse la sua vita, Aldo Naro fu vittima di un “brutale pestaggio ad opera degli addetti alla sicurezza”.

È il drammatico esito a cui giungono i carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo investigativo che hanno chiuso la prima parte delle indagini sull’assassinio del giovane neolaureato in Medicina avvenuto all’interno della discoteca Goa, allo Zen.

Finora sotto accusa c’è soltanto un minorenne, Andrea, 17 anni, reo confesso di avere sferrato il calcio che uccise Aldo all’interno del privè e a cui ora, oltre all’omicidio volontario, viene contestata anche la rissa. Ben presto, però, nel registro degli indagati potrebbero finire altri nomi. A cominciare da quelli degli autori del “brutale pestaggio”, ma non solo. Ci sono altri aspetti la cui competenza passa dai pm della Procura per i minorenni Caterina Bartolozzi e Maria Grazia Puliatti a quello dei pubblici ministeri ordinari Carlo Marzella, Claudio Camilleri e Siro De Flammineis. Dalla rissa scatenata per il furto di due cappellini da cowboy sottratti agli amici di Aldo alla gestione della sicurezza nel locale (zeppo di abusivi ndr), dalle bugie e reticenze di molti presenti alle operazioni di soccorso del povero Aldo, che fu trasportato all’esterno della discoteca in attesa che arrivasse l’ambulanza, ai contatti con i mafiosi dello Zen: l’informativa dei carabinieri individua precise responsabilità con nomi e cognomi che ora i pm dovranno valutare.

Il primo input sul pestaggio è arrivato dalla parole di Andrea registrate all’interno del carcere Malaspina dove si consegnò dopo essersi reso irreperibile per alcuni giorni. “È successo un manicomio – confidava al suo compagno di cella – si sono buttati sopra di me… abbiamo cominciato a cafuddare… e gli ho dato un calcio a questo piciutteddu”. La folle notte del Goa si conclude così, con il povero Aldo colpito alla testa da Andrea, buttafuori irregolare intervenuto quando nel privè era scoppiata una rissa. Prima del calcio mortale, però, il giovane neolaureato, il prossimo settembre avrebbe compiuto 26 anni, sarebbe stato colpito dallo stesso Andrea e da un altro buttafuori.

Del ruolo di quest’ultimo parla uno dei giovani clienti della discoteca. Di lui dice “che nella parte superiore del privè ha dato un calcio sul fianco destro e sulla parte fra il collo e la faccia del ragazzo”, Aldo Naro era “per terra, chinato sul fianco sinistro che si proteggeva il viso con i pugni chiusi… uno dei due buttafuori gli sferrava con violenza due calci che lo colpivano sul fianco destro e nella parte superiore tra il collo e il volto”. Anche se il suo legale, l’avvocato Maurizio Di Marco, ha sempre sostenuto che si sia trattato di una rissa in cui Andrea ha subito anche dei colpi, secondo i carabinieri, avrebbe avrebbe partecipato al pestaggio. Gli investigatori hanno raccolto la testimonianza di un altro addetto alla sicurezza: “… ricordo di avergli visto sferrare due pugni e due calcio ad Aldo Naro, quando questi si trovava a terra sul privè nei pressi dei tavolini. Mi sono frapposto fra lui e Aldo Naro riuscendo a separarli. Quello è stato l’ultimo momento in cui l’ho visto cosciente. Ho saputo in seguito che era stato lui a sferrare il calcio letale ad Aldo Naro”.

Quelle descritte dal buttafuori sono le fasi concitate che precedono il drammatico epilogo dei festeggiamenti di Carnevale, quando, come racconta un’altra persona che lavorava al Goa, “abbiamo preso Aldo Naro, io da un braccio e lui da un altro, lo abbiamo tirato verso le scale per portarlo fuori dal giardino… io sono caduto insieme ad Aldo e tutti e due si siamo trovati davanti alla porta antipanico… mentre Aldo si è alzato mettendosi sulle ginocchia e con entrambe le braccia si stava sollevando mentre era in questa posizione con lo sguardo rivolto a terra Andrea gli sferra il calcio… un violentissimo calcio con il piede destro. Ho ancora impresso il rumore che provocò l’impatto”. Il rumore, il tonfo della morte di Aldo.


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Commenti

    pene esemplari…..se no il degrado continuera’ ad avanzare!!…inesorabilmente

    CHE SCHIFO……………….

    Che assurda viltà… che violenza insensata e gratuita… che paghino pesantemente!! anche e soprattutto in considerazione che Aldo sarebbe diventato medico e avrebbe potuto salvare vite…
    chiudere per sempre il goa è il minimo per un posto in cui vigono le regole della jungla

    Ergastolo…. Una città violenta merita pene severe

    animali che devono stare rinchiusi in gabbia.

    Quello stesso calcio mi sembra di riceverlo adesso al cuore, dopo aver letto la ricostruzione.
    Ciao Aldo, ti ricorderò sempre sorridente e pieno di voglia di vivere.
    Pene esemplari.

    E’ difficile per un genitore fare crescere i pripri figli e farli studiare con tanti sacrifici da parte di entrambi, l’avere raggiunto un traguardo così importante e ambizioso come quello di una laurea in Medicina che più di un lavoro dovrebbe essere una missione, il tutto finito in uno sperduto locale della periferia di Palermo, lascia veramente ancora oggi sgomenti e annichiliti da tale brutale violenza. E’ difficile per un genitore accettare una situazione del genere. Nessuna attenuante e nessuna pietà per i colpevoli.

    animali..anzi no,mostri!!!

    Conosco la vicenda Naro, ed avendo vissuta quella quasi identica di mio figlio Giuseppe, leggendo l’articolo ho sentito un pugno allo stomaco.

    Penso ad Aldo,ai sacrifici fatti per raggiungere lo scopo della sua vita e poi al dolore che ha dovuto sopportare,alle paure che probabilmente l’hanno assalito .Aldo poteva essere chiunque altro, potevamo essere tutti noi, la sua famiglia costretta a vivere nel dolore poteva essere la nostra.Quindi no, non provo nessuna pietà per gli esseri immondi che l’hanno strappato alla vita e ai sui cari. Esigo giustizia e che non sia concesso nessuno “sconto” a questi vili assassini senza ritegno,FINE PENA MAI per chi crede di avere il diritto di poter vivere senza regole,valori e rispetto per la vita degli altri.Aldo non tornerà a casa,non indosserà il suo camice bianco, non abbraccerà la sua mamma,sarebbe disumano concedere una casa e un abbraccio agli assassini di questo angelo.

    Un genitore non può accettare tutto questo. Non possono finire i sogni di un giovane medico in una squallida discoteca. Ragazzi state attenti è tutto troppo banale. Chiedo pene esemplari.

    Questi esseri ( perché chiamarle persone sarebbe sbagliato) riescono ad essere forti e duri solo con i ragazzi perbene ed educati come Aldo, vorrei vedere se sono così forti con gente che non ha niente da perdere. Vergogna per “sentirsi” forti e importanti per un attimo avete strappato via un figlio ad una madre. VERGOGNA. Che poi siete tutti forti quando siete 6 contro un povero ragazzo, presi invece quando siete da soli siete delle pecorelle impaurite… Spero che la giustizia vi dia una pena esemplare, anche perché in caso contrario ci sarebbe solo di non fidarsi più nemmeno della giustizia. DOVETE MARCIRE UN CARCERE!!

    EGASTOLO ANCHE AL GESTORE CHE ASSUME DELINQUENTI PER IL SERVIZIO DI SICUREZZA!!

    cosa c’entrano gli animali? l’uomo è l’unico essere feroce in natura

    una citta’ da bruciare con tutti dentro solo così FORSE potra’ rinascere una citta’ civile!

    Ergastolo!!! 30 anni al minorenne. La società non ne piangerà la lunga assenza.

    Vigliacchi, assassini….. ergastolo per tutti !

    Buttafuori , gente spavalda, presuntuosa, con 4 muscoli e niente cervello, bisogna controllare tutto il personale dei locali se effettivamente sono in regola o no, e multarli e licenziarli se è il caso, anche con la chiusura del locale. Non se ne po più con wuesto atteggiamento mafioso del palermitano.

    UNA GIUNLA PIENA DI SCIMMIE PALERMITANE MERITA ERGASTOLI E CONTROLLI ATAPPETO FINO A FARLI PIANGERE E CHIUDERGLI TTI I LOCALI ABUSIVI COSI’ SE NE VANNO ALL’ESTERO E CON LE LEGGI CHE CI SONO LA’ TREMERANNO STI BUZZURRI.

    MI PIACEREBBE VEDERE LA FACCIA DI QUELLO CHE HA MESSO IL POLLI “GIU” A QUESTO COMMENTO SACROSANTO!

    Sì ma il motivo della rissa? Perché se la sono presa con lui? In ogni caso, peccato che colui che ha sferrato il calcio mortale era minorenne e, quindi, non farà un solo giorno di galera… Per gli altri pene severe con isolamento diurno e lavori forzati e, ovviamente, mettere i sigilli al Goa per almeno 1 anno, ma tanto sappiamo che a Palermo tutto questo non sarebbe possibile. Ora forza, di nuovo tutti al Goa, tunz, tunz, tunz, tunz…

    Vi informo che l’ergastolo non esiste più da anni. Adesso il massimo della pena è 30 anni, sulla carta naturalmente. Poi fra bruona condotta, sconti di pena, amnistie o indulti richiesti dal Papa, si può uscire anche dopo 15 anni o meno.

    Si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta. Purtroppo a Palermo ce ne sono migliaia di queste mamme.

    Un ragazzo che meritava di godersi la vita è stato barbaramente ucciso, sin dal primo momento nessuno ha creduto alla versione dei fatti del minorenne costituito ed i veri colpevoli salteranno fuori tutti e saranno condannati come giustamente meritano ma… il vero serial killer di questa città è il degrado, l’ignoranza, la prepotenza, la disoccupazione, l’arroganza, l’indigenza e tutto ciò si traduce in una sola parola “STATO”… il colpevole è lo Stato, ci ha ridotto a scannarci l’uno con l’altro… qualcuno penserà che il mio ragionamento non ha nulla a che fare con l’accaduto ed io l’invito a rispondere ad una domanda. Con quale autorità un essere umano si arroga il diritto di pestare un suo simile, solo perché qualcuno lo ha definito addetto alla sicurezza (sicurezza di cosa vorrei capire) ma il termine giusto è BUTTAFUORI, un termine che già suona di violenza, per 30/50 euro e per giunta in nero?

    Pene esemplari senza se e senza ma! che siano accertate tutte le responsabilità.

    fauser, amico FAUSER!

    Ci deve essere giustizia in questo disgraziato paese, siamo a briglia sciolta!

    E critichiamo le SS!! E noi palermitani ci sentiamo migliori delle SS e dei nazisti !!! Siamo peggio!!!! Ficchiamocelo in testa!!

    la verità è una solita questa gentaglia era lì per costringere il proprietario del locale a pagare il pizzo, questa feccia, questa merda della società che non vuole lavorare e sta ammaggnacciata su di noi prolificando, faceva il suo sporco lavoro, Aldo persona pulita e perbene si è trovata sola con tanti spettatori e nessuno che lo ha aiutato e il branco dei vigliacchi senza palle ne ha approfittato, amarezza e sconfitta di una città che convive con simile letame, amarezza doppia per il clan degli amici cacasotto che a vita dovranno avere un peso sulla coscienza per non avere fatto nulla!! Dannazione eterna per una famiglia che aveva il paradiso e si ritrova all’inferno

    Gent. @Emili
    Il proprietario non era “costretto” a pagare. Avrebbe, se così fosse, dovuto denunciare alle forze dell’ordine.

    Ho avuto modo di conoscere Aldo Naro presso la clinica diretta dal Prof. Barbagallo, allorquando da ricoverato per polmonite ho notato con quanta professionalita’ mi sottoponeva a visita giornaliera. Sono rimasto scioccato del fatto che sebbene giovane mi sottopeneva a visita adottando indagine semeiotica cosi’ come operavano i medici di un tempo.In sintesi nell’arco di 8 giorni e precisamenteil 4 febbraio scorso mi dimetteva assumendo che ero stato collaborante. Eravamo diventati amici e dal momento che voleva fare l’attore teatrale mi ero impegnato a presentarlo al mio regista. Una tragedia la morte di questo bravo giovane che portero’ con me fino alla fine.RIPOSA IN PACE caro Aldo e che i responsabili della sua morte violenta provocata da delinquenti avanzi di galera vengano severamente puniti.

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