Almaviva, il dramma dei trasferiti | "Come farò con un figlio di 4 mesi?"

Almaviva, il dramma dei trasferiti | “Come farò con un figlio di 4 mesi?”

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Ancora in agitazione i 154 lavoratori che hanno ricevuto le lettere di trasferimento a Rende.

PALERMO – Tra i destinatari della lettera di trasferimento da Palermo a Rende spedita da Almaviva a 154 operatori del call center c’è anche Chiara Filizzola, 32 anni, con un bimbo di 4 mesi. “E’ stata una doccia fredda”, dice Filizzola, che lavora ad Almaviva dal 2006 mentre si trova con i colleghi davanti a un cinema a Palermo, dove da stamattina gli operatori sono riuniti in assemblea, per decidere le iniziative da mettere in campo contro la decisione annunciata dall’azienda di trasferire una prima trance di 154 operatori su 397 impiegati nella commessa Enel in esaurimento a dicembre. Anche suo marito è un dipendente del call center. Lui però non sarà trasferito. Entrambi sono in solidarietà e possono contare su un reddito familiare di 1.500 euro al mese.

“Mio figlio è nato in piena vertenza – aggiunge la lavoratrice – lavoro sulla commessa Enel che a dicembre andrà ad esaurimento, e sono ‘portatrice sana di lettera di trasferimento’. Da ieri non riesco ad allattare mio figlio è un trauma per me e per lui. Lavoro part time e percepisco uno stipendio di 700 euro al mese, siamo in solidarietà per nove giorni al mese. Se dovessi trasferirmi a Rende come faccio a mantenere due case, come faccio ad allattare mio figlio, a chi lo lascio? Mi rivolgerò ad un’avvocato per impugnare il trasferimento. La legge non mi tutela, le donne con bimbi di pochi mesi non possono essere licenziate ma trasferite si e tutto questo è illogico”. Anche Fabiola Iannello, 35 anni da 12 anni al call center e 3 figli piccoli, ha ricevuto la lettera di trasferimento: “Non so cosa fare”. Intanto i lavoratori stanno anche pensando di rivolgersi a dei legali per impugnare i provvedimenti dell’azienda. Roberta De Luca ha 32 anni, anche lei senza un cambio di passo, dal 24 ottobre dovrà prendere servizio a Rende. “Stiamo valutando cosa fare per impedire questi trasferimenti. Le lettere sono arrivate anche a colleghi che usufruiscono della legge 104 con situazioni familiari complicate e bimbi di età inferiore a 3 anni. Vogliamo che questi trasferimenti siano bloccati”. (ANSA)

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