"Altri 4 anni al governo con la Lega | Micciché? Difende vecchi privilegi" - Live Sicilia

“Altri 4 anni al governo con la Lega | Micciché? Difende vecchi privilegi”

Il vicepremier Luigi Di Maio torna in Sicilia: "Sul caso Siri dato un segnale di discontinuità. Il governo Musumeci? Le solite ammucchiate...".

L'INTERVISTA
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Torna in Sicilia a pochi giorni dai comizi nel corso dei quali si era scagliato contro la politica siciliana (“questi si fanno i c… loro). La revoca del sottosegretario Armando Siri è ancora freschissima (o caldissima). Il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio girerà l’Isola tra oggi e domani, da Castelvetrano a Caltanissetta, comuni dove il Movimento cinque stelle ha un proprio candidato al ballottaggio, passando per Palermo.

Ministro, cominciamo dal tema dei temi: durerà questo governo con la Lega? Come uscirà l’esecutivo dal caso Siri?

“Il segnale che ieri ha dato il governo è di forte discontinuità. La revoca dell’incarico del sottosegretario Armando Siri, decisa dal Consiglio dei Ministri, è stata disposta non perché Siri fosse colpevole ma perché, davanti ad un’inchiesta per corruzione, la politica deve agire ancor prima dei giudici. Detto questo, il caso è chiuso e il governo durerà altri 4 anni. Il nostro faro continuerà ad essere il contratto che abbiamo sottoscritto con la Lega”.

Il vostro governo ha affermato di avere a cuore il tema della povertà. Nel bene e nel male, il reddito di cittadinanza è una prima risposta, molto sentita in Sicilia dove la povertà è diffusa e la disoccupazione, soprattutto giovanile, altissima: quali saranno i prossimi passi del governo in questa direzione?

“Con il reddito di cittadinanza lo Stato sta tendendo la mano a chi è rimasto indietro, soprattutto a causa delle scelte scellerate dei governi precedenti. Percepire il reddito non significa soltanto poter acquistare dei beni che prima i cittadini non potevano permettersi, ma significa soprattutto avere la possibilità di essere reinseriti nel mondo del lavoro. E poi stiamo lavorando per reinvestire un miliardo di euro, avanzato dal Reddito, a supporto delle famiglie che devono poter tornare a fare figli. Ora avanti col salario minimo, lo approveremo entro agosto”.

Avere annunciato e compiuto il taglio dei vitalizi in parlamento. Le Regioni però frenano. In Sicilia ad esempio, il presidente dell’Ars Miccichè ha detto apertamente che quei tagli, in quel modo almeno, non li farà. Perché secondo voi questa resistenza e perché voi tenete tanto a questa battaglia?

“Miccichè si oppone perché, come la maggior parte dei vecchi politici, tiene alla conservazione dei privilegi. Ma per noi ci vogliono più equità sociale e meno sprechi: i cittadini hanno bisogno di tornare a credere nelle istituzioni. L’eliminazione dei vitalizi è già realtà alla Camera e al Senato, adesso tocca alle Regioni”.

In Sicilia il Movimento aveva teso una mano al governatore Musumeci per collaborare insieme su alcuni temi. Ma è arrivato un secco no e anzi sono cresciute le tensioni: dal tema del disavanzo al commissario per le strade. Qual è il suo giudizio sul governo siciliano di centrodestra?

“Anche l’esperienza siciliana si conferma purtroppo in linea con il trend delle altre Regioni dove le grandi ammucchiate dei partiti tradizionali si impegnano tanto prima del voto e poco (o zero) dopo. Sa che ci sono Regioni che hanno lasciato passare settimane, mesi, senza presentare ai cittadini la giunta che li avrebbe governati, a causa della spartizione delle poltrone? Così si tengono in scacco le Regioni”.

Pochi giorni fa gli operai dell’indotto Blutec hanno protestato incatenandosi ai cancelli dello stabilimento. Quali risposte avete dato o darete ai lavoratori dello stabilimento e riuscirete a risolvere anche la situazione dell’indotto?

“Con il mio decreto dello scorso aprile l’Inps potrà erogare la cassa integrazione per 691 lavoratori. A Termini Imerese sono intervenuto subito e ho sempre fatto di tutto per essere presente. Continuerò su questa linea e monitorerò la situazione, anche per accertarmi che l’accordo sulla riorganizzazione aziendale venga rispettato. Per i lavoratori dell’indotto stiamo lavorando come ministero per risolvere anche questa assurda situazione di cui sono vittime”.


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