"Mala gestio dei beni confiscati" | Amministratore deve pagare

“Mala gestio dei beni confiscati” | Amministratore deve pagare

Commenti

    Speriamo che li paghi per davvero ! In Italia paga solo il poveraccio! I furbi trovano sempre un avvocato e un cavillo per non pagare !

    Devono pagare fino all’ultimo centesimo

    interdire questo funzionario infedele x sempre da qualsiasi pubblico impiego

    Che belle combriccole …… si apra un sipario sugli altri compari !

    Condanna a risarcire e dal punto di vista penale che succede magari continua a d incassare altrove.

    Amministratori spesso sono solo interessati a percepire la cifra spettante per l’incarico.Non espletano quasi mai il loro lavoro.Non curano i beni.
    DENUNCIAMO

    Infatti, spesso si configura in una cancrena..!! Distrugge il patrimono stesso e danneggia di chi ci lavora..!! Secondo me va regolamentato meglio..!! La percentuale delle attivita’ sotto amministrazione giudiziaria e’ finita con la chiusura..!! Questi amministratori, oltre le loro cospicue parcelle sembra che non si curino di altro..!! le attivita’ vengono accompagnate solo alla chiusura..!! Credo che ci voglia un organo terzo che controlli l’operato di questi amministratori

    Un organo terzo competente per materia, non consulenti della armata Brancaleone !

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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