Solidarietà e grazie per la carità che la chiesa manifesta nei confronti dei bisognosi.

Solidarietà e grazie per la carità che la chiesa manifesta nei confronti dei bisognosi.
Già, la Sicilia migliore: infatti schofani e lagalla muti. COMPLIMENTI!!!
Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.
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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.
il Tribunale di Palermo, tempestivamente, ha adottato un provvedimento di tutela volto alla riduzione del rischio di contagio da coronarovirus.
Bisogna osservare il provvedimento scrupolosamente, potenziando la sanificazione dei luoghi del tribunale sia con metodiche tradizionali che con l’apporto della tecnologia UV-c essendo un luogo ad alta frequentazione umana e come tale ad alto rischio di diffusione della carica virale nell’ambiente.
La gestione igienico-sanitaria di luoghi istituzionali e’ mutata radicalmente con questa endemia introducendo modalita’ costanti di sanificazione-igienizzazione volti a tutelare la persona da alte cariche virali negli ambienti ad alta frequentazione umana.
Un monitoraggio costante della qualita’ dell’aria ambientale e dei rischi microbiologici connessi deve essere parte integrante delle misure volte a garantire la sicurezza nel luogo di lavoro.
L’ente pubblico nella veste di datore di lavoro, il Medico Competente, devono garantire la salubrita’ dell’ambiente di lavoro adottando tutele adeguate anche da questa minaccia presente e futura.
Gli scritti di Ennio Tinaglia sono una vera buona compagnia. Bravo.