Amt in ginocchio e clima infuocato |Le grane del neo presidente La Rosa - Live Sicilia

Amt in ginocchio e clima infuocato |Le grane del neo presidente La Rosa

Da dove partirà l'ex esponente di An oggi in quota Sammartino è difficile da prevedere.

trasporto nel caos
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CATANIA – Una bella gatta da pelare. E’ quella che avrà tra le mani il nuovo presidente dell’Amt, fresco di nomina. Non solo l’azienda di trasporto pubblico è al collasso e non riesce ormai da mesi a garantire un servizio degno di questo nome, ma il clima interno è infuocato. Da dove partirà l’ex esponente di An oggi in quota Sammartino è difficile da prevedere; meno il fatto che dovrà affrontare una situazione delicata da tanti punti di vista, sorvegliato a vista da quei sindacati autonomi che, da mesi ormai, battagliano per una governance che riesca a ottenere qualche risultato. Una situazione che La Rosa, nonostante di fatto debba ancora insediarsi, conosce e con la quale dovrà fare i conti.

“Uno degli scopi che mi sono prefisso – spiega il presidente Amt – è quello di ricreare un clima sereno tra i dipendenti. L’altro – continua – rilanciare l’azienda perché, oltre a essere fondamentale per i cittadini e la loro mobilità, è parte essenziale della storia di questa città”. Due obiettiivi che, alla luce dell’attuale situazione, sembrano difficili da raggiungere, quanto meno nell’immediato futuro. Non solo, infatti, i dipendenti sono sul piede di guerra per quel famigerato ordine di servizio 38 che, a detta dei sindacati autonomi Fast Confsal e Faisa Cisal avrebbe eliminato diritti fondamentali. Ma i crediti vantati dall’azienda nei confronti di Regione e soprattutto del Comune, sono ancora ingenti. Solo da Palazzo degli Elefanti, l’azienda metropolitana trasporti avanza quasi 40 milioni di euro.

Ma il neo presidente non si scoraggia. “Il metodo che ho intenzione di applicare è la concertazione – afferma. Incontrerò tutte le anime dell’azienda, amministrazione, lavoratori, perché ognuno possa partecipare al rilancio si una società che ha bisogno, da un lato, di impostazione rigida – ad esempio nel piano industriale – e dall’altro, di flessibilità mentale per andare incontro alle esigenze della città”. La Rosa confida nella collaborazione dell’amministrazione comunale, innanzitutto, ma anche della Regione – forse sperando nell’aiuto dei due deputati che lo hanno voluto alla presidenza, Luca Sammartino e Valeria Sudano – e in quella del governo nazionale. “Ringrazio chi ha avuto fiducia in me – sottolinea – e confermo che ho accettato l’incarico per la città. Mi sono messo a disposizione e sono certo che anche a Palermo e a Roma si lavorerà per il rilancio del trasporto”.

Ma le sigle autonome restano sul chi vive. Troppe le vicende accadute negli ultimi mesi. Come conferma Giovanni Lo Schiavo, della Fast – Confsal. “Ci chiediamo che esperienza possa avere il nuovo presidente – afferma – ma attendiamo di incontrarlo per esprimere un giudizio di merito. Ci interessa invece comprendere, con che logica il sindaco Bianco abbia mantenuto Carlo Lungaro alla vicepresidenza (come anticipato da LivesiciliaCatania n.d.r.), quando tutti noi lo consideriamo tra i responsabili della crisi”. Ma il compito più arduo per il nuovo presidente sarà affrontare e risolvere la questione legata all’ordine di servizio n. 38, senza la revoca del quale i sindacati sembra non siano disposti ad alcun confronto. “Per prima cosa – prosegue il sindacalista – dovrà revocare quell’ordine di servizio, perché solo così potrà avviare un confronto. E poi, dovrà vedere in che modo ottenere i quasi 50 milioni dovuti dal Comune, socio unico, al Amt. In ogni caso – conclude il sindacalista – aspetteremo il piano industriale e daremo al presidente il tempo di capire la reale situazione, ma rimaniamo in stato di agitazione, pronti a manifestare”.

Un pensiero condiviso da Aldo Moschella, della Cisal. “Attendiamo che il nuovo presidente si insedi – afferma – per capire quali saranno i suoi indirizzi. Il nostro punto di partenza – continua – resta la revoca dell’ordine di servizio 38. Dopo di che – conclude . saremo al fianco della nuova governance per collaborare alla ripresa di Amt e di tutto il servizio di trasporto, oggi ridotto ai minimi termini. Anche se non sarà affatto semplice”:


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    Sono sicuro che il neo presidente La Rosa, notoriamente uomo di sinistra da sempre, saprà risanare l’azienda anche grazie alla sua consolidata e rinomata esperienza come manager di aziende.
    Un ringraziamento al sindaco Bianco per avere regalato alla città una opportunità così grande.

    Il partito del “pi mmia cchi c’è” colpisce ancora,e piazza un suo tirapiedi in una partecipata.Caro N’zino :”o ti mangi sta minestra o ti ietti ra finestra”.

    Da ieri sera numerosi sono i commenti negativi al veleno . Puó sembrarVi strano ma è tutto così normale, cosa Vi aspettavate da un popolo ( catanesi ) pagnottisti e schiavi al leader politico emergente di turno ? Forse , coerenza ? lealtà ? Appartenenza ai principi del partito ? lealtà ? e per finire altruismo, sincerità ? Non conoscete nulla dei Catanesi tutti, compreso io , solamente voltagabbana e basta . Infine proporrei una bella cosa che ne pensate se a Catania vengono per legge cancellate le elezioni comunali ? Tanto è inutile andare a votare, un illusione perenne . Scapagnini, Stancanelli e Bianco un bel trittico da elogiare per sempre , con simboli diversi sono riusciti a fregare il prossimo. Uno dei tre riposa in pace , i due ancora viventi sono sempre con gli stessi identici amiconi pronti a dividere quello che è rimasto della torta. Dimenticavo , la ciliegina , da un pó di anni , ci sono due nuovi giovani onorevolissimi di età, che con i voti dei catanesi liberi ( sudano/Sammartino ) a turno e nei tempi comprano posti e potere in quasi tutte le partecipate della provincia di Catania . Viva la democrazia ……( Cristiana ) .

    Stimato concittadino Michele, la corresponsabilità del trittico BiancoScapagniniStancanelli nell’ attuale disastro non solo finanziario di Catania è provato dal dossier “porto delle nebbie” così definito il nostro porto in Commissione Nazionale Antimafia. E’ un porto aperto a pochi gruppi, compresi quelli sotto indagini e sequestri della DIA , ma che è chiuso alle molte decine di migliaia di croceristi e diportisti che potrebbero con il vicino aeroporto arrivare e partire da tutto il mondo. Un porto che potrebbe dare lavoro diretto ed indiretto, stabile e remunerato ad altre decine di migliaia di cittadini, se solo venisse riconsegnato alla città.
    Un porto che potrebbe risanare in pochi anni il pesante deficit delle casse comunali provocato dal suddetto trittico.
    Il prossimo 26 Ottobre alle ore 9 alla IV° Sezione del Tribunale di Catania, verrà giudicata la più grossa delle porcherie commesse in danno del porto e di Catania : la “darsena” abusiva, devastante, al servizio anche dei suddetti gruppi sotto indagini, già al momento costata i primi 100 milioni di Euro.

    Scusate. Mi chiedo: Chi sarebbe l’illustre manager pronto a gestire la AMT per 30.000 euro lordi annui? Mi chiedo: come mai si critica, prima che abbia operato, l’avvocato La Rosa che, diversamente da molti altri nominati in passato dalla Destra e dalla Sinistra a capo delle varie partecipate non aveva neanche idea di cosa fosse una laurea? Almeno La Rosa è laureato, abilitato alla professione forense, ha amministrato Catania come consigliere comunale con centinaia di mozioni, interventi, progetti che hanno riguardato il trasporto. Non credo che in passato i volti noti avessero tutoli adeguati. Credo che l’invidia faccia male. Aspetterei i risultati prima di farneticare e verificherei i nomi dei Grandissimi Manager che hanno retto in passato
    le partecipate catanesi

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